Psicologia da social media marketing: cinque strategie efficaci

Negli ultimi anni tecnologia e meccanismi psicologici hanno prodotto delle interazioni inedite e tutt’altro che di poco conto. Uno dei campi più interessanti è senza dubbio quello che vede i social media e gli utenti sullo stesso campo di gioco. Un campo di gioco nel quale vediamo che alcuni tratti del comportamento umano, nel bene e nel male, vengono amplificati dai social media.

Cio che emerge è che insomma, i meccanismi psicologici alla base dell’attività online degli utenti, quindi delle persone, in realtà risultano essere i medesimi meccanismi che possiamo osservare nella vita reale delle persone, a livello psicologico.

Occuparsi di social media marketing significa occuparsi di qualcosa di strettamente legato ai meccanismi psicologici delle persone/degli utenti, il social media marketing ha come obbiettivo il coinvolgimento e l’attivazione di determinate reazioni, come del resto, tutto il marketing. Ma il social media marketing è un ambito ancora in evoluzione e per questo si tratta di un sistema di comprensione più complessa. Non ci sono dubbi quindi, che chi fa social media marketing deve progettare una strategia efficace anche partendo da strumenti di analisi psicologica.

Chi si somiglia, s’accoppia

Non stiamo parlando solo di ambito matrimoniale o sentimentale. Un principio psicologico molto noto ed importante è quello che dice che le persone compiono scelte di apprezzamento per lo più nei confronti di elementi che ritengono particolarmente familiari e (ri)conosciuti. Come corollario possiamo dire che più le persone hanno a che fare con un altra persona e più quest’ultima persona avrà maggiori probabilità di essere una persona gradita. Come rendere i social media familiari? I modi sono tanti, in generale possiamo dire che è necessario che la propria presenza sui social sia capillare, ma soprattutto che sia fatta di contenuti sia di qualità che diversificati e che questa presenza social sia in qualche maniera costante. Questa costanza mano a mano produrrà la familiarità che porterà il vostro marchio ad essere conosciuto e riconosciuto.

T’appartengo (se ci tengo)

Vale ancora cosa cantava una giovanissima Ambra Angiolini a Non è la Rai anche nell’era dei social media. In una dinamica in cui esiste più di una persona, il senso di appartenenza si ottiene ed aumenta tramite un’interazione personale positiva. Per potenziare la forza del vostro marchio,quindi, non abbiate paura di parlare ad ogni singolo vostro utente. Aumentare il legame con la propria community è molto importante, non solo rispondendo alle domande degli utenti, ma anche compiendo il primo passo, e per esempio, commentando o condividendo i post di fans o followers.

Do ut des

Niente si fa per niente, neanche nella psicologia, figuriamoci nel marketing. Dovete puntare alla reciprocità per costruire e mantenere un rapporto con clienti e possibili clienti, ma in che modo? Il principio psicologico della reciprocità vi dice che se darete qualcosa, chi lo riceverà si sentirà in dovere di ricambiare il vostro dono. Ma come si fa sui social media? Beh, non è difficile, esistono vari metodi e varie tecniche. Una via è sicuramente un premio in seno ad un concorso, regalare qualcosa in cambio di una condivisione di un post può essere assai producente. Oppure un altro strumento molto efficace è regalare qualcosa come un buono, uno sconto in cambio di una mail o di dati personali.

Utenti gigalomani

Ebbene sì, l’ego degli utenti sui social può essere molto voluminoso, non possiamo quindi chiamarla megalomania ma dobbiamo chiamarla gigalomania, per lo meno stando allo spazio in gigabyte che occupano sui server con le loro foto e video che rappresentano la vita che hanno che vogliono mostrare o la vita che non hanno e vogliono comunque mostrare. Gli utenti dei social parlano fondamentalmente di se stessi e sono concentrati sulla loro persona anche nelle discussioni e nelle conversazioni online. Se lo fanno già loro, è insomma difficile per i marchi, per i brand, riuscire nell’impresa di parlare di se stessi e riuscire ad entrare in questa calotta di egocentrismo.

Per questo se volete penetrare nella sfera di attenzioni ed interesse delle persone, ciò che dovrete fare non sarà parlare dei vostri prodotti ed autocelebrare la vostra qualità, ma bensì dovrete spendervi in contenuti che parlino al vostro target, che mettano al centro le esigenze di clienti e possibili clienti, che parliate a loro e di loro, dei loro bisogni e delle loro esperienze in modo tale che essi ne siano coinvolti davvero.

Il troppo stroppia

L’imbarazzo della scelta in psicologia esiste ed è quando abbiamo troppe opzioni e non sappiamo più quale scegliere. Nel social media marketing è quindi importante non diversificare eccessivamente le scelte che possono fare gli utenti. Ma in che modo? Un modo è quell per esempio di inserire meno pulsanti sulla vostra pagina, per esempio. Gli utenti non hanno spesso né la voglia e né il tempo di considerare tutte le opzioni, e piuttosto che farlo, abbandonano l’impresa. Stesso discorso su una landing page, inserite un solo bottone, una sola call to action, l’azione che volete indurre a fare chi visita la pagina. Innanzitutto per misurare meglio i risultati della campagna ed in secondo luogo perché la rende naturalmente più appetibile ed efficace.

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Pubblicato il: 21 Aprile 2017

Filed Under: Approfondimento, Web Marketing

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