Turismo post Lockdown: nuove preferenze per le sistemazioni?

Nonostante le continue sfide dovute alla variante Delta, molti paesi del mondo, grazie a programmi di vaccinazione di successo, hanno iniziato ad allentare le restrizioni di viaggio e il distanziamento sociale.

Come risultato, più persone possono ora viaggiare al di fuori delle proprie località. Ma, poiché le restrizioni si sono allentate e diverse parti del mondo sono diventate più accessibili, quali cambiamenti si possono osservare nelle preferenze di alloggio dei consumatori?

Per rispondere a questa domanda, vediamo quali sono gli ultimi trend nel turismo in tema di scelta degli alloggi, che è necessario monitorare.

Uguale, uguale ma leggermente diverso

Uno dei risultati più lampanti proveniente dalle ricerche di aziende americane che operano nel travel è che alcune tipologie di alloggio vengono oggi percepite in maniera più negativa rispetto al solito.

Parliamo ad esempio degli affitti a breve termine, che nel 2020 erano già cresciuti del 15% in più rispetto all’anno precedente. Quindi gli ambienti più piccoli sono favoriti e questo rappresenta uno di quei trend da monitorare.

Hotel con meno di 50 camere hanno registrato un interesse maggiore rispetto a prima della pandemia. In effetti, la tendenza mostra un crescente interesse per questa forma di alloggio che è probabilmente dovuto a una maggiore fiducia negli hotel in quanto molti marchi hanno implementato una pulizia elevata e altri protocolli sicuri per il COVID-19.

Allo stesso tempo, però, sistemazioni come gli ostelli continuano a soffrire la crisi post-pandemia.

Divario tra lusso ed economia

Un’altra interessante riflessione da fare è sulla categoria degli alloggi. Nel complesso, i viaggiatori sono ancora meno interessati a soggiornare in hotel ora rispetto a prima della pandemia.

È interessante notare come gli hotel più economici siano percepiti in maniera estremamente più negativa rispetto a quelli di lusso per un fattore importante: quello dei protocolli sanitari. Voi direte- che vuol dire, allora, che gli hotel low cost sono ‘sporchi’?

Assolutamente no, ma studiare cosa il consumatore pensa e sta pensando in questo momento ci aiuta a capire dove andare a rimediare. Ad esempio, se questa è la paura, rincarare la dose con post social che spiegano i vostri protocolli interni per la sicurezza e per l’igiene è importante.

Per ora la più grande differenza si nota per quei turisti che prediligono l’hotel grande rispetto all’hotel piccolo e questa informazione ci da una visione di cosa potrà succedere nel prossimo futuro in tema di alloggi.

Nuova normalità o mentalità da pandemia?

Domanda d’obbligo: è più giusto parlare di nuova normalità o di nuova mentalità da pandemia?

Perché qui il filo è sottile e da come si stanno muovendo i trend nel settore vaggi ci sembra di propendere più per la seconda.

Noi crediamo che siano evidenti i segnali di ripresa, specialmente dopo l’inizio della campagna di vaccinazione, e che, allo stesso tempo, oggi per crearsi la propria nicchia di pubblico non sia così semplice.

Ecco perché è assolutamente necessario e fondamentale cercare di studiare il più possibile il comportamento dei consumatori. Sono loro a dirici cosa succederà e come possiamo adattare il nostro business affinchè rimanga o torni ad essere profittevole.

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Pubblicato il: 10 Settembre 2021

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