Turismo, forte calo in primavera dell’1,5%

L’aumento dell’occupazione nel primo quadrimestre del 2015 aveva fatto ben sperare sia associazioni di categoria che albergatori, ma sembra che la situazione non sia così positiva, tutt’altro. Come emerso durante la 65esima assemblea di Federalberghi che si è svolta a Como, in Primavera è stato osservato un forte calo dell’1,5%.

Come riportato dall’inviata dell’Ansa Cinzia Conti sembra che gli operatori italiani del turismo siano tutt’altro che ottimisti circa l’attuale situazione turistica del nostro Paese. A fronte di un lieve aumento dello 0.8% nel primo quadrimestre dell’anni, in primavera c’è stato un forte calo dell’1,5%. A commentare questo dato è stato Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi Nazionale, durante la 65esima assemblea dell’associazione che si è svolta a Como.

Bocca ha voluto sottolineare quanto il turismo italiano sia sempre più in difficoltà nonostante il Governo e la BCE abbiano messo in atto delle misure per dare respiro ai cittadini:

Mentre a stento la componente straniera riesce a stare a galla spaventa il quasi crollo della clientela italiana, dalla quale ci aspettavamo una ripresa sulla scia sia delle misure economiche adottate dalla Bce sia da quelle varate dal Governo con gli 80 euro in busta paga e l’opzione di avere sempre l’anticipo del Tfr.

A preoccupare Bocca, tuttavia, è anche la questione relativa al lavoro, che nel corso del bimestre ha registrato una flessione pari all’1,8%:

Bernabò-Bocca

Occorre dunque intervenire con urgenza con misure che riguardino l’estensione della deduzione dalla base imponibile Irap introdotta dalla legge di stabilità anche con riferimento ai contratti di lavoro stagionali e la revisione della nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) che nella sua attuale formulazione comporta una drastica riduzione della copertura assicurativa per i lavoratori soprattutto quelli che verranno impegnati nell’ormai imminente stagiona estiva.

Oltre ad avere a che fare con un periodo particolarmente negativo dal punto di vista del flusso turistico, gli albergatori si trovano ad affrontare il peso insostenibile della tassazione sugli immobili, come evidenziato ancora una volta dal Presidente di Federalberghi Nazionale:

Stimiamo che nel 2014 gli alberghi italiani abbiano pagato circa 893 milioni solo di Imu e Tasi. Inoltre l’handicap nel rilascio dei visti turistici e la limitazione dell’utilizzo del contante contribuiscono a non avvicinare al mercato italiano ulteriori flussi dall’estero.

Bocca ha evidenziato in modo più che legittimo una serie di criticità che attanagliano il settore turistico in Italia, l’unico che potrebbe aiutare il Paese ad uscire da una crisi sempre più diffusa. A questo punto non resta che attendere per vedere se e in che modo le istituzioni vorranno accogliere le questioni poste da Federalberghi per cercare di porre rimedio ad una situazione che, invece di migliorare, sembra continuare a peggiorare.

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Pubblicato il: 18 maggio 2015

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