Skills e Attitudini utili per i giovani professionisti del mondo del turismo post Covid-19

Con l’offerta lavorativa nel turismo 4.0 in forte calo e segnali di ripresa flebili, si fa fatica oggi a determinare con certezza le prospettive future in questo settore. Come una macchina asfaltatrice, il Covid-19 ha messo alla prova il mondo intero, costringendolo ad una selezione darwiniana delle professioni.

In questa nuvola di negatività ed incertezza, vogliamo concedere degli spunti positivi su quelle che saranno le skills e le attitudini utili per i giovani professionisti del turismo nel futuro post Covid-19.

Questo tema, infatti, è stato recentemente affrontato nell’ultimo webinarorganizzato da Masterclass by Nea Xenia Lab in collaborazione con il Master Lingue, comunicazione interculturale e management del turismo dell’università di Roma Tre.

Darwin 4.0

In uno dei nostri ultimi articoli, abbiamo delineato la situazione attuale dell’offerta lavorativa turistica e le prospettive future dei due protagonisti del mercato del lavoro: l’imprenditore e il dipendente.

Abbiamo visto come il numero di assunzioni in questo periodo sia praticamente quasi azzerato e come, in ottica di forte incertezza per il futuro, alcuni impiegati abbiano palesato la volontà di cambiare settore.

Dall’impiegato statale al mondo del digital marketing, oggi qualsiasi professione sembra ‘più verde’ agli occhi del dipendente ‘CCNL turismo’.

Parlavamo di selezione darwiniana, il che sembra, ad oggi, il termine più corretto per definire ciò che è avvenuto e sta avvenendo in questa industria.

La legge del più forte regola il mondo sin dall’inizio e nel mondo post Covid-19 ciò che determina il potere di un individuo rispetto ad un altro è la capacità di adattarsi al contesto e mutare, migliorandosi.

Ascolto, comunicazione e apprendimento

A sostegno di tale tesi, Daniel Franchi (delegato regionale giovani albergatori Federalberghi Roma e Lazio, albergatore, politologo e docente) durante il webinar di cui sopra, sottolinea l’importanza di continuare a formarsi, ad aggiungere nozioni al nostro bagaglio culturale.

Daniel Franchi propone nel suo discorso un focus su tre skills delle quali non si potrà fare a meno nel futuro post-covid19 per lavorare nell’industria turistica.

  • Ascolto
  • Comunicazione
  • Apprendimento senza soluzione di continuità

Sull’ascolto afferma “bisogna aver voglia di ascoltare quello che ci dicono gli ospiti, sapere dove lasciano commenti o recensioni, capire perchè ci tengono a condividere la loro esperienza.” E ancora “ascoltare non è un’attività passiva, non datela per scontato!”.

Ascoltare, però, non è riferito solo al dialogo tra l’operatore e il cliente, bensì il concetto è esteso anche all’ascolto di quelli che sono i trend che si stanno sviluppando attorno a noi.

Parliamo, per esempio della sostenibilità, del nomadismo contemporaneo, della cultura cash-free, delle innovazioni tecnologiche come il virtuale, etc.

 

“Comunicare è difficile” afferma Franchi “a meno che non siate dei fenomeni bisogna allenarsi”.

 

Eh già, perchè se ascoltare è complicato, comunicare lo è ancora di più.

Allora i consigli di un esperto del settore sono: allenarsi a parlare in pubblico, al telefono, con i clienti, con il team; attrarre attenzione sull’interlocutore e non su noi stessi mentre si parla; non dare mai nulla per scontato (il cliente potrebbe non conoscere tutto della nostra struttura); essere onesti (non vendere qualcosa che non esiste).

Le skills ‘must have’ per il dipendente post Covid-19

Se più del 40% degli addetti ai lavori vorrebbero cambiare settore, anche le esigenze dell’imprenditore turistico sono cambiate e stanno cambiando.

A far luce su questo argomento molto interessante è Guglielmo Del Fattore. Operatore turistico, formatore e co-fondatore di Nea Xenia Lab, nel suo intervento di chiusura del webinar, conduce un approfondimento sulle skills di cui un imprenditore, un manager, un direttore, non potrà fare a meno in un dipendente per i prossimi due anni.

  • Conoscenze di elementi di base a livello igienico sanitario
  • Conoscenze di elementi di base a livello giuridico
  • Competenza in ambito di fund raising
  • Capacità di analisi e data mining
  • Carisma e capacità di gestione delle persone
  • Spiccate doti a livello di sales & marketing
  • Spiccate capacità di crisis management

Si comprende facilmente che, i futuri e anche attuali dipendenti nel mondo del turismo 4.0 dovranno essere altamente professionalizzati.

Ecco perché acquisire nuove competenze tecniche in questo momento, può solo aiutare un candidato ad essere notato rispetto ad un altro. L’alta formazione, come spiega l’esperto, è una forma di investimento e il ritorno in termini di valore è di certo importante.

Un appunto importante che Del Fattore fa sull’argomento apprendimento, riguarda il luogo comune di pensare al settore turismo come un campo in cui si necessita di una formazione prettamente di stampo umanistico.

Questa idea è del tutto sbagliata ed è stato provato sul campo che alle skills più umanistiche è necessario affiancare quelle operative di tipo manageriale.

Continuando l’approfondimento, Guglielmo Del Fattore termina precisando che queste attitudini più mirate, più tecniche devono essere necessariamente combinate a quelle che vengono chiamate soft skills.

Quali sono le soft skills? Pensiero critico, capacità di lavorare in team, auto-motivazione, curiosità di apprendere, etc.

 

 

 

 

 

Scritto da:

Pubblicato il: 12 Agosto 2020

Filed Under: Approfondimento, News

Visite: 518

Tags: , , ,

Lascia un commento