Il sito web non converte più come prima…”la colpa è solo dell’arbitro”

Oggi è indispensabile dotarsi dei migliori strumenti informatici e saperli usare. Le possibilità sono innumerevoli, non sarà difficile trovarne una che sia la più adatta alla nostra struttura.

“Qualcuno sa cos’è un Channel Manager?”

Durante la formazione in hotel mi capita di chiedere alla platea se si sa cos’è un Channel Manager, e la risposta è spesso il silenzio. Altre volte mi trovo di fronte a volti smarriti se chiedo chi procede, e come, a gestire ed aggiornare i portali! Spesso questi strumenti di vendita hanno un contenuto fotografico inadeguato, le informazioni sono frammentarie e non c’è alcuna cura per il posizionamento (eppure se il nostro hotel appare primo o ultimo nelle ricerche il risultato cambia eccome!).

Per non parlare poi della gestione del proprio sito! Spesso se ne vedono di obsoleti, magari con ancora la triste pagina dei listini prezzi suddivisi per stagione! Quante volte sento dire: “il mio sito non converte più come prima”, senza sapere che quello che basta è osservare come viene gestito lo stesso dal punto di vista dell’Area Revenue. Troppe volte infatti, come detto in un precedente articolo, una scarsa analisi di segmentazione porta a vendere troppo sulle OTA a discapito del nostro sito diretto.

L’importanza del sito ufficiale e del booking engine

Il sito web, con un ottimo booking engine, è il NOSTRO canale di vendita! E’ la piattaforma tramite il quale il Revenue Manager o il Sales Manager o, nei casi più piccoli, l’addetto al ricevimento, diventano i veri responsabili della propria agenzia di viaggio! Così deve essere infatti considerata la parte del sito web e del booking engine, la propria agenzia di viaggio! Anche quest’area deve essere pianificata attentamente e avere la sua strategia, specialmente in virtù del fatto che è oggettivamente la parte più complessa della gestione  (ma anche quella più remunerativa!)

Non dubito che sia sicuramente molto più facile, veloce e comodo premere il tasto di azione “offerta” su Booking.com, piuttosto che pensare anche ad un’offerta altrettanto aggressiva da pubblicare sul nostro sito internet. Peccato che, come spesso alcuni addetti ai lavori si dimenticano, le OTA ci costano circa il 20% in più.

Che sarà poco se consideriamo la singola prenotazione, ma moltiplicato per ciascuna delle prenotazioni che riceviamo giornalmente la differenza a fine anno si nota eccome. Certo, lavorare sulle OTA porta ad un più rapido incremento di fatturato on-line, ma come dice una nota canzone italiana: “comodo, ma come dire, poca soddisfazione!”.

Insomma, non diamo la colpa al nostro sito o a chi lo gestisce se le performance sono calate, pensiamo piuttosto al tempo che abbiamo dedicato allo sviluppo della strategia per le vendite dirette (o a chi l’abbiamo affidata se abbiamo esternalizzato il servizio!).

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Pubblicato il: 11 Dicembre 2015

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