La Sharing Economy e il suo impatto sul settore alberghiero

Non c’è alcun dubbio che Internet abbia contribuito a trasformare negli ultimi anni l’industria dell’ospitalità alberghiera. Oltre a offrire agli hotel nuove opportunità per competere online e fidelizzare gli ospiti, proprio i nuovi servizi sul web hanno permesso ai viaggiatori di pianificare in maniera più oculata i propri progetti di viaggio, tenendo sotto controllo sia spesa che destinazione.

In quest’ottica Google e Facebook sono diventati canali di acquisizione piuttosto conosciuti, mentre altri canali come Twitter e Snapchat stanno prendendo piede come nuove opportunità per attirare e convertire ospiti online e proprio a causa di questi nuovi mezzi gli albergatori si trovano costretti a dover studiare nuove strategie per gestire al meglio i canali in questione.

Secondo quanto emerso da un sondaggio di TravelClick, il 56% degli albergatori ha dichiarato di aver migliorato il sito ufficiale della struttura, mentre il 70% di essi ha affermato di aver aumentato la propria presenza sui social media.

Naturalmente oltre a rappresentare nuove opportunità esistono anche possibili “minacce” da non sottovalutare, come sottolineato da John Hach – SVP di TravelClick, su HospitalityNet.

Il brand è ancora importante?

La risposta è sì, ma il valore relativo di un brand alberghiero tende a cambiare con la Sharing Economy e lo sviluppo dell’Internet of Things:

Entrambi riguardano una community di interessi condivisi facilitata da un pubblico always-on e always-connected comprensivo di ospiti attuali e potenziali. Gli albergatori quindi sanno che non esiste posto in cui nascondersi.

Gli ospiti infatti sanno che all’interno di un mercato catene alberghiere e hotel indipendenti offrono tariffe vantaggiose e servizi di qualità. Nonostante quindi le catene lavorino duramente per gestire la propria reputazione online, le strutture indipendenti possono contare su un numero crescente di canali online per competere in modo più efficace.

Comunicazione Push vs Pull

Comprendere la differenza tra sistemi di comunicazione “push” e “pull” rappresenta un passaggio fondamentale per studiare una strategia efficace. Per anni i mezzi “push” come televisione e radio hanno rappresentato una risorsa fondamentale per raggiungere il proprio pubblico. Con l’arrivo di Internet, tuttavia, sono arrivati sul mercato nuovi mezzi “pull” come Facebook, Google o GDS.

Una breve definizione:

  • push: il messaggio viene “spinto” verso il destinatario, che si comporta reattivamente o addirittura passivamente;
  • pull: il messaggio viene ottenuto dal destinatario che lo “tira” verso di sé (proattivamente) richiedendo o ricercando un’informazione.

Questi canali permettono di raggiungere un pubblico attivamente alla ricerca di informazioni per effettuare una prenotazione. Ecco allora perché il valore delle conversioni dei mezzi “pull” risulta significativamente più alto dei media tradizionali, nonché più preciso da misurare.

Un discorso simile può essere fatto anche per piattaforme di video on demand come YouTube. Questi canali permettono di comunicare a un pubblico interessato al proprio prodotto.

Mobile e video: due opportunità da sfruttare

Come già accennato in precedenza i consumatori sono costantemente connessi a Internet e sempre più interessati a condividere le proprie esperienze con amici e colleghi e sempre più persone guardano contenuti video direttamente da smartphone e tablet. E questo è un dato che Airbnb conosce benissimo.

Per non rimanere indietro è importante che gli albergatori si impegnino per sfruttare nuovi contenuti localizzati per mostrare i propri punti di forza, come ad esempio la breve distanza della struttura da un’attrazione turistica o un locale frequentato.

Come correttamente sottolineato da John Hach di TravelClick non molto tempo fa gli albergatori discutevano della possibilità di investire in un sito ufficiale. Ora il sito ufficiale di un hotel rappresenta una risorsa fondamentale per essere competitivi. Per questo è indispensabile investire in nuove tecnologie e forme di comunicazione come l’ottimizzazione per dispositivi mobile e contenuti video.

E’ quello che sta facendo Airbnb e ciò che dovrebbero fare tutti gli albergatori.

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Pubblicato il: 28 Ottobre 2015

Filed Under: Airbnb, Approfondimento, Portali di viaggi

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