Scenari post pandemici: fluidità del lavoro e opportunità per gli hotel

Sono molti i fattori che negli anni hanno contribuito a modificare i comportamenti di spesa dei clienti, uno su tutti la tecnologia. Oggi, con la pandemia, questo fenomeno ha subìto un’accelerazione ancora più forte. 

Nell’arco di due anni abbiamo assistito a vere e proprie trasformazioni di target ormai consolidati, all’affermazione di quelle che prima erano nicchie e alla nascita di nuove tipologie di clienti. 

Abbiamo già accennato all’evoluzione dei comportamenti di spesa in un precedente articolo, e oggi tratteremo le dinamiche imposte dallo smart working. 

Smart working e nomadi digitali

In momenti di crisi si manifestano anche le migliori opportunità. Tra i target emergenti, c’è sicuramente quello dei lavoratori, nel senso più ampio del termine. 

Il lockdown ha modificato radicalmente le nostre abitudini, obbligando le aziende a definire nuove politiche in termini di salute e sicurezza e ad aprire la strada allo smart working e al telelavoro. Inoltre, è aumentato anche il numero di lavoratori autonomi, che hanno incrementato la domanda di soluzioni da remoto in grado di fondere le esigenze lavorative con quelle del relax e dello svago. 

Costretti a operare in smart working molti hanno scelto di lavorare fuori casa, per godere della natura o comunque di uno spazio “differente”, ovviamente attrezzato per sostituire momentaneamente l’ufficio. Durante la pandemia, il fenomeno ridotto dei nomadi digitali ha conosciuto un boom improvviso. Infatti, sono aumentate le richieste da parte di chi, per vari motivi, necessita di spazi per sostenere call, riunioni, conferenze da remoto, aprendo così la strada a un nuovo turismo.

Questa può essere un’opportunità senza precedenti, anche per il futuro e, soprattutto, una sorta di stabilità per il mercato. Ovviamente le strutture dovranno lavorare per ampliare l’offerta e soprattutto migliorarla, andando a offrire servizi in linea con le aspettative. 

Nel corso della pandemia il 77% delle strutture si è attrezzato subito per ospitare lo smart working, offrendo delle postazioni apposite in camera, schermi adeguati per le conferenze, applicazioni e tecnologie aggiuntive nel 43% dei casi. Questo passo è stato importante poiché non tutti a livello domestico sono in grado di adeguarsi allo smart working e hanno trovato delle soluzioni alternative diventando nomadi digitali, sfruttando strutture di prossimità in grado di offrire una sorta di “ufficio” temporaneo.

Un nuovo modello di business da remoto

L’evoluzione diretta dello smart working, applicato alle aziende turistiche, è stato definito Workation che nasce propriamente dalla fusione del concetto di lavoro e vacanza. Questo ha portato a nuove partnership tra le imprese, nuove sinergie e molte innovazioni.

Il fenomeno non è stato solo dei giovani, sempre più “nomadi” in cerca di paradisi dove lavorare e divertirsi, ma ha abbracciato anche un pubblico inatteso fatto di dipendenti e lavoratori abituali, che dalla scrivania sono arrivati alla camera d’albergo.

Le strutture che si sono aperte al mondo business si sono dovute dotare di sale conferenze, di postazioni web, camere insonorizzate, illuminazione adeguata, scrivanie e sedie opportune al lavoro prolungato, personalizzando l’offerta con il day use, per chi non ha necessità di pernottamento, e il noleggio di accessori digitali avanzati e utili per il lavoro da remoto. 

Investire oggi in questo senso è importante, anche dopo la pandemia. Questo perché sicuramente la crisi del settore turistico si è rivelata anche un’opportunità, la capacità di comprendere che ci sono strategie trasversali utili da usare non solo in un periodo di crisi ma anche normalmente per i periodi di bassa stagione o in tutti quei casi in cui sia conveniente per la propria attività.

Guardare al futuro attraverso l’innovazione digitale

Lo spirito innovativo del turismo è nella capacità di adattarsi alle esigenze, questo vuol dire imparare a comunicare a nuovi utenti finali. 

In questa mutazione risulta indispensabile il lavoro fatto a livello digitale con email marketing, canali di vendita, gestione delle relazioni con il cliente a livello multicanale.

Anche i tour operator hanno risposto a questa nuova richiesta di servizi correlati con assicurazioni apposite e assistenza. 

La pandemia è stata l’input, ma sarà indispensabile continuare a lavorare in questo senso, sposando un concetto di fluidità e aprendosi sempre a nuove strategie commerciali che permettano non solo di ampliare la propria offerta ma anche di intraprendere, in caso di deflussi economici, nuove vie.

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Pubblicato il: 14 Febbraio 2022

Filed Under: Approfondimento, Il Boss dei Nerds, News, Turismo

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