Il turismo a Roma visto dal Presidente dell’ADA Roberto Necci

Tutte quelle persone che si occupano, si sono occupate o si occuperanno della città di Roma dovrebbero capire quanto il turismo ha significato per lo sviluppo cittadino negli ultimi 50 anni. Per sviluppo non intendo solo sviluppo economico intendo sopratutto sviluppo sociale.

C’è stato per gli alberghi e più in generale per il turismo romano “un tempo d’oro“. Grazie a flussi turistici generosi e sicuramente un appeal diverso della nostra destinazione la nostra economia sociale è cresciuta, famiglie si sono costruite, benessere proveniente da un settore privato si è creato.

Chiunque abbia avuto anche un membro della propria famiglia proveniente dal settore alberghiero sia con ruoli impiegatizi quanto manageriale concorderà sul fatto che attraverso quei redditi molto benessere si diffuse. Un diverso costo della vita, un maggiore potere di acquisto, un indotto senza dubbio generoso erano i motivi fondanti di questo benessere. L’indotto generato dal turismo si distribuiva come premio a chi sacrificava la sua vita privata o famigliare visto che ora come allora le nostre aziende non chiudono mai. Un indotto che veniva distribuito a chi negli alberghi a vari livelli ci lavorava.

Che fine ha fatto questo indotto che generava reddito per le famiglie? Esiste forse ancor più importante di prima ma va ad alimentare altri soggetti; vediamo quali: banche e carte di credito che avendo monopolizzato le forme di pagamento applicano su ogni transazione commissioni che vengono sottratte alle attività produttive.

Non mi risulta che il settore bancario abbia aumentato ulteriormente i suoi dipendenti nel corso del tempo. Quindi per assurdo l’enorme sforzo che viene fatto dagli albergatori, dai manager, dagli impiegati per i processi di commercializzazione alimenta miliardi di commissioni di utilizzo di carte di credito che non generano benessere neanche per il loro settore.

Ecco una grande fonte eventualmente da “tassare” per il benessere cittadino, qualche centesimo su ogni transazione avrebbe per i comuni delle entrate stratosferiche. Potrebbero pagare le società emittenti tanto per iniziare. Vi è stato un periodo dove ogni albergatore aveva la fila di bancari alla porta che quasi come questuanti reclamavano operazioni da fare con la banca o finanziamenti da offrire.

Quanto benessere ha creato il settore alberghiero per il settore bancario nel corso del tempo? Il nostro settore si presentava mediamente patrimonializzato, con buoni livelli di cash flow, affidabile e fonte di impieghi sicuri per il comparto bancario.

Quanta ricchezza ha generato per il settore finanziario il nostro comparto? Quante commissioni inoltre vengono pagate oggi a società con sede legale estera? Bruxelles, Amsterdam le sedi dove le OTA le agenzie on line si fanno accreditare le commissioni. Commissioni arrivate alla soglia del 40 per cento che si applica su ogni transazione e che portano il lavoro del nostro comparto ad alimentare veicoli societari esteri.

Cosa rimane qui in Italia? Le briciole o poco più. Cosi mentre in passato il benessere si diffondeva all’interno ( imprenditore/dipendente) creando un motore propulsivo per l’intera economia cittadina, oggi il settore è come depredato da altri soggetti. Il settore alberghiero generatore di ricchezza altrui. Banche, Fisco, Lobbies, Multinazionali che forse nessuno ha coraggio di sfidare.

Ma se il nostro settore ha intenzione di vivere, deve anche avere il coraggio di rimettersi al centro e combattere.

Trovare, forse, l’ardore delle generazioni precedenti che traevano il coraggio dalla disperazione e dalla voglia di cambiare. Oggi ce ne è più che mai bisogno. E chi non ha coraggio deve iniziare a trovarlo.

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Pubblicato il: 23 Febbraio 2015

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