Privacy Sandbox: gestione privacy su Google Chrome

Privacy Sandbox è l’ultimo prodotto Google creato per aggirare il problema della privacy nel marketing online correlato all’utilizzo dei cookies.

Grazie ad un sistema di dati aggregati anonimizzati, Privacy Sandbox by Google Chrome riesce a dare gli strumenti necessari agli advertiser per la conduzione di campagne pubblicitarie senza mettere in pericolo la privacy dell’utente.

Vediamo meglio come funziona.

No cookies, si Intelligenza Artificiale!

L’utilizzo dell’A.I. (intelligenza artificiale) al posto dei cookies è l’idea di Google per risolvere il tanto discusso problema della privacy connessa al tracciamento dei dati durante le attività di advertising.

Dopo la release di iOS 14 della Apple e il conseguente aggiornamento della privacy policy del colosso statunitense che limitava sensibilmente l’accesso ai dati agli advertiser, Google cerca di mediare l’esigenza della protezione dati con Privacy Sandbox.

L’obiettivo di Google è quello di proteggere i dati senza mettere in discussione l’attuale funzionamento del mondo del web.

Google e Privacy Sandbox

Il progetto Privacy Sandbox viene in realtà annunciato già nel 2019 da Google proponendosi di sviluppare un set di standard volti a migliorare la privacy degli utenti sul web.

È un’iniziativa aperta e collaborativa che vede coinvolti più professionisti del settore, cui scopo è quello di ridefinire gli standard della community web in tema privacy.

Privacy Sandbox è dunque un progetto più ambizioso, infatti è teso:
a limitare il Fingerprint, una tecnica di profilazione che traccia coattamente i dati a prescindere dai cookies;
a regolare le WebID (modalità di accesso ad una piattaforma attraverso canale terzo come un profilo social);
a sviluppare i Trust Token (codici crittografici non personali)

Ancora strada da fare

Chiaramente l’idea dietro al Privacy Sandbox è in via di sviluppo, per questo Google pone come data di riferimento per la cancellazione totale di cookies di terze parti il 2022.

Ci sono molte proposte da passare al vaglio e sicuramente molti ostacoli che il colosso del web incontrerà prima di arrivare ad una versione ‘pulita’ del web come oggi lo conosciamo.

Conclusioni

Essendo coinvolti nel progetto aziende, publisher, agenzie per la tutela dei dati, web developers, etc, ciò che appare da fuori è una forte coesione nel voler confezionare un’esperienza web più sicura possibile a tutela degli utenti di tutto il mondo.

Allo stesso tempo, lo scopo di tale impegno è di poter lasciare ampio spazio di manovra agli advertiser di continuare a fare il loro lavoro. D’altronde Google stessa tramite Adwords fornisce un sistema di advertising basato sull’utilizzo dei cookies, per cui è nell’interesse di tutti trovare una soluzione a riguardo.

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Pubblicato il: 14 Aprile 2021

Filed Under: Il Boss dei Nerds, News

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