Cosa sta accadendo alle OTA?

Che le OTA siano diventate nel corso del tempo una presenza ingombrante per gli hotel era cosa nota, ma un recente report ha evidenziato come il rafforzamento dei portali di viaggi non faccia altro che penalizzare ulteriormente le strutture ricettive e la vendita dal sito ufficiale.

Nonostante le OTA abbiano contribuito a trasformare il settore internazionale dei viaggi, l’impatto sul settore alberghiero è stato per certi versi piuttosto negativo, come confermato anche da un report pubblicato da HVS.

Confermando ciò che è sotto gli occhi di tutti, lo studio condotto da HVS ha evidenziato l’esponenziale crescita di OTA come Priceline ed Expedia grazie all’acquisizione di società più piccole radicate sul territorio, arrivando così a controllare gran parte del mercato. Priceline controlla infatti il 62% del mercato europeo, mentre Expedia possiede il 70% del mercato statunitense.

Priceline e Expedia: un duopolio

Questo trend di crescita ha portato gli hotel ad affidarsi eccessivamente alle prenotazioni dalle OTA e, senza cambi di rotta, sempre più strutture ricettive potrebbero trovarsi a lavorare con due sole aziende, avendo così un potere limitato nella negoziazione delle commissioni, che hanno raggiunto livelli incredibili in pochi anni.

ota_acquisizioni

Naturalmente le OTA offrono alcuni innegabili vantaggi agli albergatori, soprattutto in termini di visibilità a livello internazionale, imponendo però commissioni che possano arrivare al 30% su ciascuna prenotazione, con un forte impatto sui margini di guadagno delle strutture. A peggiorare la situazione, tralasciando gli enormi budget spesi per il marketing, sono le nuove strategie implementate dalle OTA, tra cui dei programmi fedeltà che, fino a poco tempo fa, erano esclusiva dei brand alberghieri.

Altro aspetto da non trascurare riguarda l’impossibilità di scegliere liberamente le tariffe di vendita a causa degli accordi di rate parity imposti contrattualmente dalle OTA, come giustamente sottolineato da Jill Barthel, analista presso HVS London:

Un’altra grande limitazione imposta dalle OTA è la garanzia di ricevere la migliore tariffa garantita e le clausole di rate parity rispetto a tutti gli altri canali, limitando la manovrabilità degli hotel e la loro capacità di rendere la propria offerta più appetibile.

Continuando su questa strada, come dichiarato da Sophie Perret di HVS,saranno i piccoli dettagli a far decidere l’ospite su quale canale prenotareSe tutto ciò non cambierà, gli hotel non potranno fare altro che aumentare gli investimenti per ottenere una maggiore visibilità, trasformando il sito ufficiale in una OTA a tutti gli effetti, affidarsi a OTA meno invasive o arrendersi allo strapotere di Booking e Expedia, che porterà ad un calo grandissimo della vendita diretta.

Pagare commissioni così elevate significa, tra l’altro, non poter investire risorse nel miglioramento dei servizi e nella ristrutturazione degli hotel.

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Pubblicato il: 14 Luglio 2015

Filed Under: Approfondimento, Booking.com, Expedia, OTA, Portali di viaggi

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