Morgan Stanley: Airbnb sarà sempre più una minaccia per gli hotel

Da tempo si discute se Airbnb sia o meno un competitor degli hotel e secondo quanto rivelato dal noto istituto bancario sarebbe proprio questo il caso.

In base a uno studio condotto da Morgan Stanley Airbnb rappresenterà una minaccia per gli hotel più grande di quanto ci si aspettasse. A sottolinearlo è Brian Nowak:

Il nostro sondaggio AlphaWise mostra un aumento dell’adozione di Airbnb (18% circa dei viaggiatori) con una sempre maggiore domanda in arrivo dal settore alberghiero. Seppur ancora piccola, crediamo che la minaccia di Airbnb a gli hotel sia il doppio di quanto preventivato nel 2016; e la minaccia è in crescita.

Il sondaggio ha coinvolto oltre 4.000 consumatori tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania e aveva l’obiettivo non solo di valutare la crescita  di Airbnb, ma anche individuare le principali fonti di domanda del servizio.

Nonostante siano ancora in molti a discutere se Airbnb sia una minaccia più per gli alberghi o le OTA (come Booking.com e Expedia), Morgan Stanley ritiene che saranno proprio gli hotel  a subire le maggiori conseguenze della crescita del servizio.

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Viceversa Morgan Stanley ritiene che le OTA non subiranno particolari “danni” da Airbnb, con una piccola percentuale di utenti che sceglieranno di utilizzare il servizio di home sharing rispetto ai portali tradizionali.

Per gli hotel, il calo sarebbe da ritrovare sia nelle visite ai siti web degli hotel, sia nei walk-in e telefonate.

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Se Airbnb dovesse continuare a crescere, l’ipotesi è che gli hotel possano diventare ulteriormente dipendenti dalle stesse OTA che cercano di contrastare attraverso strategie di disintermediazione:

Se gli hotel dovessero continuare a perdere quote di mercato a causa di Airbnb, potrebbero diventare più dipendenti dalle OTA per questioni di volumi, avvantaggiando le OTA in termini di commissioni e fatturazione.

Come evidenziato da Morgan Stanley, parte del successo di Airbnb sarebbe da ritrovare nel tasso di soddisfazione dei viaggiatori, pari a circa il 90%. Si tratta quindi di una situazione sicuramente da monitorare per valutare se la crescita di questo servizio avrà o meno effetti a lungo termine sul mercato alberghiero.

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Pubblicato il: 18 Novembre 2016

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