L’Overtourism in Italia: come interpretarlo ed affrontarlo nel modo giusto

L’Italia è una delle destinazioni europee più popolari per chi desidera trascorrere le proprie vacanze esplorando alcune delle più belle città del mondo, gli antichi monumenti e gli incantevoli paesaggi. 

Il 2019 è stato l’anno dei record, ci dice l’ISTAT, con 131,4 milioni di arrivi e 436,7 milioni di presenze negli esercizi ricettivi e, nonostante gli anni che sono seguiti, oggi stiamo tornando rapidamente a quei livelli. 

Tuttavia, questo afflusso di turisti è anche causa di problemi, dovuti al c.d. “turismo di massa”, un fenomeno reale, che desta preoccupazione, ma che è spesso usato come capro espiatorio per distrarre dai cronici problemi di organizzazione che attanagliano il nostro paese.

Scopriamo insieme come interpretarlo e se è veramente una minaccia per i nostri territori.

Come interpretare l’overtourism

L’Overtourism è il fenomeno di sovraffollamento di una destinazione turistica. Il suffisso “tourism”, ci induce a pensare che sia qualcosa legato solamente alle dinamiche dei turisti, ma, in realtà, è un tema molto più ampio di quanto si pensi.

Non ci sono dubbi sul fatto che i viaggiatori siano molti, che visitino il nostro paese nelle solite finestre stagionali tipiche delle rispettive destinazioni e che non è più un fenomeno limitato alle sole città d’arte, ma, allo stesso modo, va detto che i disagi che sono costretti a vivere i residenti sono causati anche da tutti i fenomeni indotti.

Tra i tanti, basti pensare che i turisti spingono i proprietari degli immobili ad utilizzare le loro proprietà per affitti brevi, contribuendo a generare pendolari che, non trovando più sistemazioni vicine al posto di lavoro, sono costretti a viaggiare. Un flusso maggiore di persone, un uso più intensivo di mezzi pubblici e posti auto, maggiore quantitativo di rifiuti etc…

Alla luce di questa considerazione e di molte altre, puoi renderti conto che, come tutti i fenomeni, il turismo di massa non può essere condannato a priori. Va analizzato, compreso ed orientato verso una sostenibilità ambientale, economica e sociale raggiungibili solo con l’aiuto delle pubbliche amministrazioni.

Le misure per mitigare l’overtourism

Sarebbe troppo facile liquidare il problema con “limitiamo l’accesso delle destinazioni ai turisti”. Questo genere di iniziative sono già in atto anche in altre parti del mondo, come a Barcellona, dove hanno limitato i percorsi turistici per mitigare l’impatto dei gruppi, ma è chiaro che iniziative di questo tipo, se non supportate da tutti i portatori d’interesse di una località, sono destinate a fallire.

Gli attori coinvolti sono sicuramente i turisti con i cittadini che popolano il territorio, insieme agli operatori e alle aziende di questa grande industria, per arrivare alle amministrazioni pubbliche.

Non esiste un’unica soluzione e, probabilmente, per ogni destinazione esiste una combinazione di iniziative specifica migliore di altre. Per capirci, sarebbe inutile tentare di educare i turisti al rispetto di un ambiente in assenza di sistemi di informazione e raccolta dei rifiuti adeguati.

I borghi devono risorgere a nuova vita? La soluzione non è quella di inondarli di turisti, ma dargli un’organizzazione urbana e territoriale che aiuti a comprendere quali sono i flussi tollerabili e come gestirli.

Si potrebbe inoltre incentivare il turismo fuori stagione, le piste ciclabili con una mobilità alternativa e green, valorizzare territori ed eventi lontani dai classici percorsi, coinvolgere le realtà locali, realizzare infrastrutture inclusive e molto altro ancora, ma tutto questo lo sappiamo da tempo.

Minaccia o opportunità?

Dipende dai punti di vista, ma se consideriamo che il territorio è di tutti, non possono esistere vincitori. Un grande flusso di turisti è una benedizione per qualunque realtà ricettiva, ma senza controllarne le dinamiche e l’impatto, come fine farebbe la destinazione negli anni a venire? La prosperità economica nel breve termine giustifica danni, spesso, irreparabili? 

Il turismo di massa è una realtà e, prima o poi, dovremo imparare a gestirlo. I social network che amplificano la popolarità di un luogo, anche di uno scorcio, gli spostamenti che sono diventati alla portata di qualunque portafogli, una pandemia che sta prepotentemente facendo emergere il bisogno di viaggiare, sono tutti fattori esogeni dei quali non abbiamo controllo.

Quale potrebbe essere la soluzione? Fare rete, utilizzare intelligentemente i fondi come quelli del PNRR, attivare collaborazioni pubbliche/private per il benessere del territorio, che non è solo economico.

Questa estate molte località si troveranno ad affrontare un’enorme quantità di turisti ed è normale che il primo obiettivo di qualunque realtà imprenditoriale sia quello di garantire per se stessa la tanto agognata continuità aziendale, ma bisogna prendere atto che non è più possibile limitarsi a considerare unicamente il proprio orticello, per il bene di tutti.

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Pubblicato il: 6 Luglio 2022

Filed Under: Prenotazioni online, Turismo

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