La Germania vieta la rate parity di Booking.com

L’antitrust tedesca ha vietato ufficialmente la parità tariffaria, ordinando a Booking.com di rimuovere tutte le clausole di rate parity dai contratti con gli hotel in Germania.

La Bunderskartellamt (KBA) ha richiesto che tutte le clausole che obbligano gli hotel a pubblicare su Booking.com sempre la migliore tariffa disponibile vengano abolite entro il 31 gennaio 2016.

La decisione dell’antitrust è arrivata nonostante Booking.com avesse proposto un compromesso per consentire agli hotel di pubblicare tariffe più basse sulle OTA, mantenendo tuttavia l’obbligo di parità tariffaria tra la OTA di Priceline e il sito ufficiale (l’unico realmente vantaggioso per una struttura ricettiva).

Qui di seguito le dichiarazioni di Andreas Mundt, presidente di BKA:

Gli hotel hanno pochi incentivi a ridurre i prezzi su un’altra OTA se hanno comunque l’obbligo a mostrare tariffe più alte sui proprio canali di vendita. Non c’è nessun vantaggio apparente per il consumatore.

La decisione dell’antitrust non è stata accolta positivamente da Gillian Tan, presidente di Booking.com:

Non solo permettiamo ai consumatori di risparmiare soldi e tempo, ma rappresentiamo un canale efficiente per gran parte degli hotel che non possono permettersi di promuovere il proprio brand a clienti locali e internazionali. La parità tariffaria è stata ideata per assicurarsi che i consumatori non dovessero controllare centinaia di siti alberghieri per trovare il prezzo migliore, permettendo a siti come Booking.com ed altri di ottenere un’efficienza di advertising al posto degli hotel.

Federalberghi: “la Germania ribadisce la propria sintonia con l’Italia e la Francia”

Il verdetto dell’antitrust è stato seguito da un comunicato pubblicato sul sito di Federalberghi:

Con questa decisione, la Germania ribadisce la propria sintonia con l’Italia e la Francia e consolida il gruppo dei Paesi europei che hanno deciso di vietare le pratiche anticoncorrenziali imposte dai portali di prenotazione.

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha accolto favorevolmente la decisione dell’autorità tedesca augurandosi “che il Parlamento italiano concluda in tempi brevi l’iter del disegno di legge sulla concorrenza, che sancisce un analogo principio, introdotto poche settimane fa dalla Camera dei Deputati a larghissima maggioranza (434 voti a favore, 4 contrari), sulla scia di quanto deciso dal Parlamento francese nell’agosto scorso“.

In sostanza, gli alberghi tedeschi potranno quindi pubblicare tariffe più basse sul proprio canale ufficiale, recuperando così la propria indipendenza imprenditoriale. A questo punto non resta che attendere il passaggio del dl concorrenza anche al Senato per scoprire cosa accadrà in Italia per quanto riguarda la rate parity.

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Pubblicato il: 24 Dicembre 2015

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