La Francia si schiera con gli Hotel e vieta la parity rate

Il 18 giugno è avvenuto quello che può essere definito un vero e proprio colpo di scena: il parlamento francese ha infatti vietato per legge le clausole sulla parità tariffaria imposte dalle OTA agli hotel.

Giovedì 18 giugno verrà ricordata come una data particolarmente significativa per quanto riguarda il settore alberghiero francese e forse anche europeo. In questa data infatti l’Assemblea Nazionale francese si è mossa per annullare le clausole contrattuali tra hotel e OTA sulla famigerata parity rate, con il rischio che qualsiasi violazione venga punita con una sanzione da €150.000.

Pur trattandosi di un punto di svolta significativo, l’iter legislativo dovrà ancora seguire alcuni passaggi prima che la decisione dell’Assemblea Nazionale francese venga effettivamente applicata. Le OTA potranno presentare ricorso presso il Consiglio Costituzionale francese e, nel caso in cui questo venga respinto, gli hotel potranno presto scegliere liberamente le tariffe di vendita delle proprie camere, con la possibilità di applicare prezzi inferiori a quelli delle OTA – ad esempio Booking – sui canali offline e su quelli diretti.

A soffrirne particolarmente sarà proprio Booking.com, che può vantare il controllo di 2/3 del mercato online francese, ma le conseguenze non terminano qui. Il divieto della parità tariffaria imposto dall’Assemblea nazionale annullerà di fatto anche l’accordo raggiunto tra Booking.com e l’Antitrust francese sei mesi fa, caratterizzato da un maggiore compromesso tra le richieste dell’autorità sulla concorrenza e le proposte di Booking.

Vietata la parity rate: le previsioni di Booking.com

Come era lecito attendersi, Booking.com non ha accolto particolarmente bene la decisione dell’Assemblea Nazionale francese, tanto da preannunciare una vera e propria “guerra tariffaria”. Come riportato da Tnooz, a parlarne è Carlo Olejniczak, Regional Director di Francia, Spagna e Portogallo:

Questo potrebbe portare ad un’aggravata guerra tariffariainfluenzando i margini degli hotel e la qualità dell’offerta […] Con tutta probabilità gli albergatori ne soffriranno […] I motori di confronto faranno ciò che vogliono, perché esistono sempre sistemi per differenziare tariffe e riduzioni. Questo provocherà una pressione incontrollata sulle tariffe.

Oltre a dover annullare integralmente gli obblighi della parità tariffaria, i contratti stipulati tra le OTA e gli albergatori dovranno rispettare le caratteristiche legislative dei “contratti di mandato”.

“Un passo importante affinché gli albergatori possano riconquistare la loro libertà imprenditoriale”

La decisione dell’Assemblea Nazionale francese è stata accolta favorevolmente dalla HOTREC – Associazione Europea degli hotel e dei ristoranti – che ha deciso di commentare la notizia con un comunicato ufficiale. Come sottolineato all’interno del comunicato, quella del parlamento francese rappresenta una decisione senza precedenti per il divieto della parità tariffaria a livello legislativo. Questo voto “permetterà agli hotel di impostare tariffe più basse sia sui canali di distribuzione online che offline rispetto ai prezzi disponibili tramite gli intermediari, ponendo fine agli obblighi delle clausole sulla parità tariffaria“.

A differenza degli accordi raggiunti da svariate autorità sulla concorrenza il 21 aprile 2015 – si legge nel comunicato – questo emendamento segue la realtà dei tempi moderni. Non appena questo decreto verrà finalizzato, gli intermediari dovranno mostrare qualsiasi prezzo scelto dall’hotel.” L’emendamento è stato accolto positivamente anche da Roland Heguy, Presidente della UMIH (Unione dei Mestieri e delle industrie dell’Ospitalità):

E’ più di una vittoria per la professione, è una rivoluzione in atto per l’industria alberghiera francese e per i nostri consumatori. Dopo la decisione dell’Antitrust, questo voto contribuirà a stabilire uno sfondo contrattuale rinnovato per ripristinare le condizioni di un rapporto commerciale basato sulla fiducia tra  hotel e siti di prenotazione nell’interesse del consumatore.

A commentare l’emendamento è stato anche Christian de Barrin, CEO dell’HOTREC:

L’industria alberghiera europea ritiene la decisione dell’Assemblea Nazionale francese un passo importante nel processo di restituire una completa libertà imprenditoriale agli albergatori di tutta Europa. La Francia sarebbe il primo Paese in cui l’applicazione di clausole di parità tariffaria anti-concorrenziali verrebbero esplicitamente vietate per legge e il secondo paese in cui tali clausole verrebbero vietate in un modo o nell’altro in seguito alla decisione sulla questione dell’autorità sulla concorrenza in Germania.

A questo punto non resta che attendere per scoprire quali saranno le conseguenze dell’emendamento votato dall’Assemblea Nazionale francese e se questo potrà in qualche modo influire anche sugli accordi raggiunti in altri Paesi europei – tra cui l’Italia – tra Antitrust e OTA.

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Pubblicato il: 22 Giugno 2015

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