La crescita turistica in Europa sta rallentando?

Le previsioni economiche sul ritmo di crescita dell’Europa per l’anno in corso evidenziano un sensibile rallentamento. Quest’ultimo potrebbe avere delle conseguenze anche nel settore del turismo.

Lo scenario attuale

Il forte tasso di crescita del turismo registrato negli ultimi anni in Europa sembra destinato a conoscere un forte rallentamento nel corso del 2019, in virtù dei timori, peraltro giustificati, di una brusca frenata dell’economia globale alla quale si associano le notevoli incertezze politiche presenti in alcuni Stati del continente europeo.

Le previsioni dell’ETC (European Travel Commision) stimano infatti per l’anno in corso una crescita dei flussi turistici più contenuta, all’incirca del 3,5%, rispetto a quella del 2018, che ha registrato un aumento del 6% e del 2017 addirittura con l’8%. Ovviamente si tratta solo di previsioni che si basano sui dati raccolti nei primissimi mesi di quest’anno e si spera che con l’arrivo della stagione estiva le cose possano cambiare in meglio.

Pur in presenza di questi presupposti, ci sono alcune destinazioni europee che meritano di essere tenute in considerazione, così come indicato nel rapporto trimestrale di European Tourism: Trend e Prospettive dell’ETC. Nello specifico, tra i paesi indicati in questo rapporto c’è il sorprendente Montenegro, una destinazione turistica con ancora molte prospettive, che ha registrato un aumento di circa il 40% nella ricezione di flussi turistici internazionali; al secondo posto, ma molto staccata con una crescita di circa il 7,5%, si posiziona la Turchia che ha comunque conosciuto un aumento molto contenuto rispetto ai sorprendenti dati del 2018.

In questo contesto, sono state molto importanti le dichiarazioni rilasciate da Eduardo Santander, direttore esecutivo dell’ETC il quale in una recente intervista ha dichiarato che i primi segnali del 2019 danno evidenza di una ripresa del mercato turistico in Europa; ciò è dovuto ad un miglioramento dei collegamenti aerei e ad una domanda maggiore da parte degli stessi turisti europei che hanno dato un nuovo impulso e una maggiore spinta al mercato.

L’intervista si conclude con la consapevolezza che tutti gli operatori del settore devono essere pronti ad accettare le sfide che il mercato proporrà.

I fattori che nel 2019 potranno incidere sui risultati del mercato turistico sono la guerra commerciale, e nello specifico dei dazi, che sta avvenendo tra Cina e Stati Uniti, il populismo che si sta affermando in misura sempre maggiore in Europa e la crescente consapevolezza che l’economia si sta avviando verso una fase di stagnazione, se non addirittura di recessione.

Per quanto riguarda la crescita turistica, dei 20 paesi che hanno fornito i primi dati per il 2019, solo 5 hanno evidenziato un trend in diminuzione rispetto allo scorso anno. Tra questi, segnaliamo il calo dei flussi turistici islandesi di circa il 5%, trend comunque prevedibile sia a causa delle difficoltà che sta incontrando il paese sia per il fallimento della seconda compagnia aerea del paese, la Wow Air; si tratta in ogni caso di un’inversione di tendenza significativa dopo che per anni l’economia turistica islandese era cresciuta a ritmi vertiginosi.

I possibili cambiamenti

Particolare interesse hanno destato anche le dichiarazioni che sono state rilasciate all’inizio di quest’anno da Gloria Guevara, presidente e Chief Executive Officer del World Travel & Tourism Council a Skift. Ricordiamo che Skift è una delle principali società di comunicazione mondiali che si occupa nello specifico di notizie, ricerche e marketing nel settore del turismo.

La manager ha in effetti dichiarato che la sua sensazione è che il mercato del turismo europeo sia destinato a perdere progressivamente quote di mercato. In realtà la sua sensazione non è affatto priva di fondamento poiché il mercato europeo appare nel complesso saturo e, nel momento in cui si apriranno le porte del turismo africano e asiatico, questi ultimi conquisteranno delle consistenti fette di mercato.

Una domanda che è lecito porsi è se sia davvero conveniente che il mercato turistico europeo debba realmente avere come obiettivo la crescita. Quest’ultima può avere un senso per nazioni come il Montenegro, ancora tutta da esplorare; ma che valore può avere per nazioni come la Spagna e il Portogallo che sono delle realtà ben affermate in ambito turistico? Oltre a ciò bisogna considerare inoltre città come Amsterdam, Venezia o Barcellona che invece si trovano a dover affrontare il problema del turismo di massa.

Il presidente dell’ETC Peter De Wilde ha anch’egli rilasciato delle importanti dichiarazioni con le quali specifica che ogni nuova destinazione turistica deve garantire nel lungo termine il giusto equilibrio tra crescita economica, impatto ambientale e valore sociale.

Ha inoltre aggiunto che questa finalità è importante poiché la crescita del turismo in una determinata zona può mettere a dura prova la qualità della vita delle persone che ci vivono e gli stessi confini dell’ambiente. Proprio sulla base di queste affermazioni, l’ETC ha cambiato il suo approccio sui flussi turistici nel continente passando da una strategia basata sul volume a una basata invece sul valore e che deve abbracciare l’intero continente europeo.

Su questa falsariga si baserà anche l’azione di NBTC Holland Marketing, responsabile del marketing del turismo nei Paesi Bassi, e che ha deciso di variare la strategia prevista fino al 2030.

Questo cambio di rotta segue le indicazioni di Frans van der Avert, ex CEO di Amsterdam Marketing, il quale ha affermato che la principale esigenza per il futuro dovrà essere quella di gestire i flussi di turisti e cogliere al volo le possibilità che offre il turismo, per cui è necessario anticipare i tempi e agire fin da subito. In che modo? Non è più necessario promuovere la destinazione, specie quando è già ben affermata, ma è invece fondamentale gestirla e svilupparla.

In realtà è questa la direzione che stanno prendendo la maggior parte dei comitati turistici delle varie nazioni europee, ossia un graduale allontanamento delle strategie da un’ottica basata sul volume. In molti casi, il motivo è da ricercarsi in un contrasto deciso al turismo in alcune destinazioni; la scelta può essere giusta o sbagliata ma la crescita del turismo in alcune località deve anche prendere in considerazione la qualità della vita degli abitanti del posto.

A tal proposito è interessante uno studio di un’associazione no profit britannica con il quale viene messo in evidenza il pericolo che può giungere dal turismo imprevisto in alcune destinazioni; lo studio inoltre chiedeva di valutare ad ampio raggio i rischi affrontati dalle destinazioni turistiche e dalle imprese.

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Pubblicato il: 17 Maggio 2019

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