La crescita di Airbnb influisce sul fatturato degli hotel?

Oltre ad aver incentivato lo sviluppo di un turismo alternativo a quello tradizionale, la crescita esponenziale di Airbnb sembrerebbe avere anche un impatto sul mercato alberghiero.

L’esplosione internazionale della piattaforma Airbnb

Come ben saprete, negli ultimi anni è letteralmente esplosa una nuova realtà in ambito turistico, ovvero Airbnb. Airbnb è la nota piattaforma all’interno della quale è possibile effettuare delle prenotazioni relative a delle abitazioni private, di conseguenza i proprietari di immobili che intendono far fruttare il loro bene hanno modo di farlo in un modo molto efficiente grazie a questo sito web di fama internazionale.

È innegabile il fatto che Airbnb abbia modificato radicalmente il modo di intendere il turismo, a prescindere dal fatto che si tratti di soggiorni di vacanza, di business o altro ancora: grazie a questa piattaforma bastano pochi semplici click per prenotare un posto letto in un’abitazione privata, proprio come si farebbe in una struttura ricettiva tradizionalmente intesa.

Una nuova minaccia per il mondo alberghiero tradizionale

È evidente che gli albergatori non possono restare indifferenti dinanzi al boom che Airbnb ha registrato nella sua storia più recente, il quale sembra peraltro destinato a crescere in modo ulteriore. Ma a che punto l’enorme rete di abitazioni private di Airbnb può minacciare il business degli alberghi?

Rispondere a questa domanda non è affatto semplice dal momento che le variabili da considerare sono davvero molteplici: tipologia di albergo, target a cui si rivolge, quantità di abitazioni affiliate al circuito Airbnb nella località in questione e via discorrendo.

A tal riguardo, tuttavia, è molto interessante analizzare dei dati di uno studio americano il quale ha preso in analisi gli effetti di Airbnb nei confronti degli alberghi presenti in 10 importanti città degli Stati Uniti, ovvero esattamente Boston, Chicago, Denver, Houston, Los Angeles, Miami, Nashville, New York, San Francisco e Seattle.

Cosa è emerso da uno studio statunitense

In questi centri, Airbnb si è reso protagonista di un’autentica scalata: nel primo anno di attività, infatti, le abitazioni affiliate erano soltanto 51, appena 5 anni più tardi si è invece toccato quota 50.000, mentre nel 2017 si è superato il mezzo milione, e ci sono tutte le premesse affinché questi altisonanti numeri crescano ulteriormente nel futuro più prossimo.

Come si può facilmente immaginare, il settore alberghiero tradizionalmente inteso ha risentito del grande sviluppo di Airbnb, ed è stato quantificato che ad un aumento dell’1% delle proprietà private affiliate al circuito Airbnb è corrisposto un calo pari al -0,02% a livello di ricavo medio per camera.

A primo acchito quella appena presentata potrebbe essere considerata una percentuale non particolarmente alta, ma in realtà non è affatto così. Sulla base di questi dati si può infatti affermare che quando l’offerta di Airbnb raddoppia le strutture alberghiere subiscono un calo in termini di ricavo medio per camera pari al -2%.

A corredo di ciò bisogna sottolineare che ad oggi Airbnb ha visto raddoppiare il proprio circuito di abitazioni affiliate a cadenza annua, ciò significa quindi che ogni anno i ricavi medi per camera di hotel si riducono della percentuale indicata. È evidente il fatto che si tratti di cifre non indifferenti, confermate peraltro da ulteriori statistiche messe in evidenza da questo studio: nella sola città di New York, infatti, Airbnb avrebbe comportato una riduzione del business delle strutture alberghiere della città pari a 365 milioni di dollari nel solo anno 2016.

La crescita esponenziale di Airbnb è stata messa in relazione anche ad altri fattori: ad un incremento dell’1% del circuito Airbnb è infatti corrisposta una riduzione dei prezzi medi delle camere alberghiere, oscillante tra il -0,003% e il -0,03%, il calo dell’occupazione alberghiera invece è oscillato tra il -0,008% e il -0,1%.

Le tipologie di hotel che hanno maggiormente risentito di Airbnb

Inizialmente si è creduto che lo sviluppo di Airbnb andasse a minacciare principalmente gli hotel economici, e si stima infatti che esso abbia comportato una riduzione del -20% in termini di prezzo medio, tuttavia neppure gli hotel lussuosi sono rimasti immuni, pur subendo un calo più contenuto, stimato nel -15%.

La crescita costante di Airbnb non va intesa esclusivamente come un mero incremento numerico, al contrario essa implica anche un ampliamento dei target di riferimento: il fatto che anche gli hotel lussuosi abbiano risentito di questo fenomeno, infatti, conferma in modo inequivocabile il fatto che le abitazioni del circuito Airbnb sono sempre più in grado di soddisfare anche la clientela più esigente.

Le tipologie di hotel che hanno retto bene questa concorrenza

Gli hotel economici e quelli lussuosi hanno dunque subito in modo importante il boom di Airbnb, ma quali sono, al contrario, le strutture alberghiere che hanno dimostrato di reggere meglio la sempre più agguerrita concorrenza delle abitazioni private aderenti a questo circuito internazionale?

Probabilmente non tutti se lo sarebbero aspettato, eppure, per quanto riguarda i prezzi, gli alberghi che hanno risentito meno della concorrenza di Airbnb sono stati quelli di fascia media, probabilmente perché le loro tariffe sono analoghe a quella della grande maggioranza delle soluzioni individuabili nella nota piattaforma.

Vi è anche un’altra categoria di alberghi che ha dimostrato di reggere molto bene la diffusione sempre più capillare di Airbnb, ovvero quella gli hotel indipendenti, dunque quelli non appartenenti ad alcuna catena. Sicuramente gli hotel affiliati a una catena possono far leva sul blasone del brand, il quale è in molti casi considerato un vero e proprio simbolo di qualità e di affidabilità, ma i consumatori dimostrano di prediligere gli hotel indipendenti, probabilmente perché sono in grado di offrire delle esperienze di soggiorno più autentiche, più suggestive, rispetto alle grandi catene, percepite come più fredde ed impersonali.

Al tirar delle somme, dunque, non si può negare il fatto che il fenomeno Airbnb minacci non poco il business degli alberghi, e il fatto che le abitazioni affiliate a questa piattaforma continuino a crescere in modo esponenziale lascia immaginare che la sfida diverrà sempre più accesa nel prossimo futuro, senza trascurare che chi amministra un hotel deve vedersela con una gestione che, nel complesso, è ben più complicata rispetto a quella del proprietario che fa fruttare il suo bene attraverso tale piattaforma.

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Pubblicato il: 28 Giugno 2019

Filed Under: Airbnb, Approfondimento

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