Guardando oltre i Millennial: come conquistare la Generation C

Da tempo sentiamo parlare dei Millennial. Il modo in cui essi interagiscono con la tecnologia e i dispositivi che utilizzano, nonché i modi in cui vengono utilizzati per prenotare online, influenzeranno significativamente il settore dei viaggi. Tuttavia è presente un altra tipologia di viaggiatore da non sottovalutare: la Generation C.

Nel 2012 Brian Solis, esperto del settore digital, ha coniato il termineGeneration C“, il cosiddetto Connected Customer. Si tratta di una tipologia di ospite nata grazie all’avanzamento tecnologico degli ultimi anni che, proprio come il Millennial, si affida alla tecnologia per informarsi, navigare online e prenotare. E’ il caso, ad esempio, degli uomini d’affari, nonché persone progressivamente più “connesse” come gli over 40.

Gen C: il Connected Customer

Ecco quindi il motivo per cui gli albergatori dovrebbero tentare di garantire servizi mirati ad un pubblico più generale, ma ugualmente “connesso“, come spiegato da Alan Young di HospitalityNet:

Per quale motivo dovrebbe studiare strategie dedicate a segmenti finiti? Non dovremmo implementare strategie che siano dedicate a chiunque utilizzi un tablet o uno smartphone per effettuare ricerche e acquistare online?

Quella di Young è un’osservazione piuttosto condivisibile, soprattutto se si pensa come spesso gli hotel indipendenti non abbiano a disposizione grandi quantità di risorse da dedicare a ciascun segmento. Ecco allora dove entra in scena la cosiddetta “Gen C”.

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Come suggerito da un recente studio di Google, le persone appartenenti alla Gen C mostrano alcuni tratti comportamentali tutt’altro che trascurabili: sono avidi consumatori, early adopters e sostenitori dei brand. E’ per questo che, con una corretta strategia di engagement, questi ospiti possono rappresentare sia gli acquirenti migliori che i supporter più affezionati e dediti al brand.

Sostenitori del brand

Ecco alcuni tratti che contraddistingue la Gen C dalle altre tipologie di consumatori:

  • Non consumano passivamente – il 90% crea contenuti online almeno una volta al mese;
  • Sono sostenitori del brand – 2/3 di essi hanno dichiarato, infatti, di essere disposti a condividere con amici e parenti un brand da loro amato;
  • Sono consumatori attivi – il 56% ha dichiarato di aver agito dopo aver visto spot pubblicitari di un prodotto o di un servizio su YouTube;
  • Usano YouTube regolarmente – il 76% della Gen C visita YouTube settimanalmente e il 36% quotidianamente.

Fondamentalmente la Gen C è una tipologia di utente always-on, quindi costantemente connessa. Pubblicano sui social network, controllano le email, comunicano con colleghi e amici online e si affidano molto ai propri smartphone. Si tratta quindi di una categoria con cui l’hotel dovrebbe interagire in tutti i modi possibili.

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In tal senso le aziende che meglio riescono a interagire con la generazione “connected” sono quelle che permettono loro di entrare in contatto con i loro dispositivi preferiti. Ecco allora che entra in gioco la capacità di studiare una strategia di comunicazione generica da affinare in base alla demografica degli individui appartenenti alla Gen C con cui entrare in contatto.

Riuscire a implementare un’efficace strategia per comunicare con la Gen C, oltre a garantire l’interazione con un target di riferimento particolarmente rilevante, può consentire all’hotel di fare affidamento su una serie di ospiti altamente fidelizzati, ben disposti a condividere le proprie esperienze con amici e colleghi.

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