Freebooking, un nuovo progetto italiano che sfida le OTA

Nel corso degli ultimi anni il settore del turismo online è stato quasi totalmente conquistato dalle OTA, soprattutto Booking.com e Expedia, creando grande e diffuso malumore tra gli albergatori a causa delle loro elevatissime commissioni. Per questo una nuova start-up di Gorizia ha presentato un nuovo e ambizioso progetto con l’obiettivo di offrire una valida alternativa per cercare visibilità senza dover pagare alcuna commissione.

Il progetto di cui vi parliamo nasce quindi da un gruppo di ragazzi italiani che hanno deciso di dedicare il loro tempo e talento per combattere il dominio delle OTA, sempre più incontrastate a livello internazionale e ampiamente criticate per via delle esose provvigioni richieste per ciascuna prenotazione in cambio di visibilità.

L’idea proposta da questa start-up è molto semplice, ma al contempo particolarmente interessante e innovativa: l’obiettivo è offrire una piattaforma alternativa in cui ottenere visibilità a condizioni più vantaggiose e che non prevedano alcuna commissione. Il progetto del portale, presentato sul sito ufficiale www.freebookingitalia.it, è gestito dall’azienda Ipermediastudio.

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Nonostante esistano altri servizi di questo genere, sia all’estero che in Italia, Freebooking intende raggiungere risultati molto più ambiziosi, arrivando a un’ampia e radicata diffusione sul territorio italiano, tentando di raggiungere una soglia di 5.000 aderenti al momento del lancio.

Freebooking Italia vs. OTA

Ma, a conti fatti, perché un albergatore dovrebbe scegliere Freebooking al posto di Booking.com o Expedia? Cerca di spiegarlo l’imprenditore Franco Samuele con alcune parole riportate da Il Friuli:

La vera novità risiede nel fatto che Freebooking Italia sarà il primo portale nazionale in grado di competere per visibilità con i siti delle Ota, cosa mai accaduta alla miriade di micro portali simili a carattere locale. Pagando una quota minima mensile di adesione, che verrà in parte reinvestita nella visibilità sui motori di ricerca, gli albergatori potranno ottenere tutti insieme un ritorno che singolarmente non sarebbero in grado di avere. Ecco perché è fondamentale per il progetto la maggiore adesione possibile da parte dei professionisti del turismo.

Cos’è e come funziona

Non c’è dubbio quindi che il progetto di Freebooking si ponga obiettivi ambiziosi, pur essendo un Davide che affronta il Golia della situazione. Pur trattandosi di una start-up giovane ancora agli albori, le nobili intenzioni di Freebooking e il diffuso malumore degli albergatori potrebbe effettivamente spingere molti a sostenere questo nuovo progetto, come chiaramente sottolineato da Samuele:

Partecipare al progetto di Freebooking e contemporaneamente boicottare le Ota  significherebbe davvero fare una rivoluzione dal basso e interrompere il monopolio delle agenzie online. Il giro d’affari delle prenotazioni attraverso il web ha, infatti, dimensioni impressionanti, nell’ordine di miliardi di euro. Basti pensare che solo in Italia ogni anno vengono prenotati 220 milioni di pernottamenti, il 36% dei quali tramite le Ota, le quali incassano una provvigione che va dal 7 al 30% di ogni pernottamento.

Ciò che principalmente differenzia Freebooking Italia da una qualsiasi OTA come Expedia risiede nel fatto che questo nuovo portale si baserà sulla dinamica del “fair booking” (prenotazione corretta), ovvero un sistema di prenotazione che permette di svincolare gli albergatori – e quindi i loro clienti – dal dominio incontrastato delle Online Travel Agency.

Evento di presentazione di Freebooking 

Questo risultato può essere raggiunto consentendo agli albergatori italiani di pagare una quota minima mensile di adesione , reinvestita nella visibilità sui motori di ricerca, per sostenere un servizio che non preveda il pagamento di commissioni.

Questo nuovo sistema consentirebbe inoltre ai clienti di interagire direttamente con la struttura ricettiva scelta, ricevendo così svariate tipologie di bonus per un soggiorno migliore, grazie anche al risparmio ottenuto dall’albergatore per via delle mancate commissioni.

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Pubblicato il: 17 Aprile 2015

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