Federalberghi chiede un intervento del governo sulla parity rate

La discussione intorno alle clausole di parity rate non si ferma e Federalberghi ha pubblicato un comunicato chiedendo un intervento al governo.

Federalberghi ha pubblicato un comunicato per richiedere al governo un aiuto nella lotta contro Booking.com e le OTA per eliminare le clausole di parità tariffaria che impediscono agli hotel di vendere camere sul sito a tariffe più basse rispetto ai portali di viaggi online.

Oltre a ridurre notevolmente la libertà imprenditoriale degli albergatori, come sottolineato dal direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara, queste limitazioni danneggiano anche il consumatore finale vista l’impossibilità di ottenere tariffe più vantaggiose e risparmiare acquistando dal canale diretto. Con le disposizioni dell’Antitrust infatti Booking.com ha avuto il via libera definitivo per richiedere agli alberghi la parità tariffaria tra i prezzi del portale e canali diretti di vendita (sito ufficiale).

Proprio per questo, in vista del voto sul dl concorrenza, il direttore generale dell’associazione ha chiesto l’inserimento di una norma che permetta agli albergatori di offrire prezzi più bassi sui canali diretti rispetto ai portali, come accade oggi in Francia e Germania.

Le nostre preoccupazioni sono aggravate dalla lettura di un recentissimo rapporto dello Sportello Europeo dei Consumatori, il quale conferma che l’intervento dell’Autorità Antitrust è risultato insufficiente, e pertanto i portali possono continuare ad influenzare negativamente la concorrenza, stabilendo un prezzo sotto al quale non è possibile andare.

Federalberghi chiede quindi l’introduzione di una normativa analoga alla legge Macron approvata in Francia ad agosto e alle disposizioni dell’Antitrust adottate in Germania a dicembre 2013. Oltre a limitare fortemente la libertà degli albergatori, una differenza legislativa significa anche danneggiare la competitività del settore alberghiero italiano:

Ciò significa che oggi il sistema turistico italiano si trova in condizione di grave svantaggio rispetto a due dei principali mercati concorrenti. Chiediamo quindi che Governo e Parlamento provvedano con urgenza a colmare questa differenza, a tutela dei consumatori e delle imprese e di un settore che genera oltre il dieci per cento del PIL e dà lavoro a due milioni di italiani.

La richiesta di Federalberghi è chiara, quindi: una norma che vieti la parity rate in linea con quanto avvenuto in Francia e Germania.

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Pubblicato il: 28 settembre 2015

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