Federalberghi, il direttore Nucara evidenzia l’importanza del web marketing e dei social media

Con l’avvento di Internet il turismo è cambiato radicalmente, spingendo albergatori e operatori del settore turistico a rivalutare e studiare nuove strategie per promuovere il brand degli Hotel e per andare avanti in tempi di crisi. Proprio per questo riteniamo molto interessanti le recenti dichiarazioni di Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi.

TripAdvisor e la verifica delle recensioni

In un’intervista con CorCom il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, ha trattato alcuni temi molto importanti ed interessanti riguardo all’attuale situazione del turismo in Italia, di parity rate e di TripAdvisor. Proprio quest’ultimo è il primo punto trattato da Nucara, che sottolinea come non sia contro le recensioni, ma vorrebbe vedere un maggiore impegno da parte del portale nel verificare le opinioni espresse dagli utenti prima che queste vengano pubblicate, potendo danneggiare potenzialmente la brand reputation di una struttura: “Ai controlli delle recensioni, per Tripadvisor, lavorano 5 persone in tutta Europa, di cui una sola parla Italiano. […] Nel 2014 Gartner dice che la percentuale delle recensioni fasulle è del 14-15%, ma c’è anche chi parla del 40%. Il 15% di 200 milioni di recensioni è 30 milioni, un numero preoccupante. Il risultato è un danno intrinseco anche per TripAdvisor.

Dichiarazioni forti e sicuramente condivise dalla maggior parte degli albergatori. Proprio questo elemento ha portato ad una multa dell’antitrust ai danni del portale di viaggi, accusato di aver adottato strumenti e procedure di controllo inadeguati a contrastare il fenomeno delle false recensioni.

Parity Rate & Booking.com

Un altro delicato tema affrontato da Nucara durante l’intervista è stato quello delicato della parity rate, una politica duramente criticata dagli albergatori che obbliga le strutture ricettive ad offrire la tariffa migliore sui portali delle OTA, costringendoli a studiare pratiche alternative per tentare di sfuggire alle altissime commissioni imposte dalle clausole vessatorie presenti nei contratti siglati con i portali.

Siamo convinti che le politiche di Booking.com e degli altri grandi player del settore, che detengono ormai il 70% della torta, siano lesive del normale funzionamento del mercato. E’ vero che quello delle OTA è un mestiere da big player, ma è anche vero che se ci fosse concorrenza le tariffe scenderebbero, come è successo nella telefonia. Il secondo aspetto riguarda la possibilità dell’albergo di applicare tariffe più basse rispetto a quelle proposte sui portali delle OTA. Tutti sanno che se si va dal contadino le mele costano di meno, ma in questo caso i contratti impongono tariffe identiche.

Fortunatamente sembra che proprio le ferree politiche sulla parity rate stiano cambiando, come testimoniato anche da un impegno da parte di Booking.com a rivedere le proprie clausole per consentire agli hotel di offrire prezzi più vantaggiosi sulle OTA concorrenti. Naturalmente non è tutto oro quello che luccica, ed anche in questo caso sono presenti degli obblighi a carico delle strutture ricettive che impediscono di offrire tariffe più basse sul canale diretto, quindi sul sito ufficiale, ovvero l’unico in grado di garantire prenotazioni disintermediate e prive di commissioni.

Il futuro è nei social network e nel web marketing

Alla luce dell’importanza di Internet e dell’era digitale, Alessandro Nucara ha avuto anche modo di trattare un punto a nostro avviso fondamentali: l’importanza delle competenze digitali.

Abbiamo tutti bisogno di competenze digitali, una quota sempre crescente di utenti si trasferisce online. […] oggi c’è una confusione di ruoli, e non è abbastanza chiaro che le politiche turistiche non possono farle gli esperti di web marketing: così si confonde il fine con il mezzo.

Sembra comunque che il settore alberghiero si stia accorgendo sempre di più dell’importanza di contare su figure specializzate nella comunicazione digitale e nel web marketing. Proprio queste sono infatti le figure professionali maggiormente ricercate dalle strutture ricettive, come confermato dalla ricerca dell’ITS in collaborazione con Assotravel Confindustria, Università “La Sapienza” di Roma e Federalberghi di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.

Quali saranno quindi le sfide per il futuro? Molteplici, secondo il direttore generale di Federalberghi, ma principalmente i social network e l’esperienza della condivisione: “La sfida tecnologica da qui a due anni non sarà vinta da chi ha più wifi. […] Credo che il settore in cui sarà necessario investire sia quello della condivisione delle esperienze, quindi dei social. L’interazione è a mio avviso il driver principale per presidiare il mercato. E’ passata l’epoca del sito vetrina, la condivisione dell’esperienza sarà sempre più presente nel mercato di domani.

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Pubblicato il: 6 Marzo 2015

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