Fake Social Influencers: come riconoscerli e… non premiarli!

Ammettiamolo: se si è Marketing Manager di noti brand, si è spesso approcciati da social influencers che si auto-propongono – e talvolta, auto-referenziano – come Ambassador del prodotto stesso. Vi è così il rischio concreto di imbattersi in fake social influencers, ossia account dal profilo esageratamente “pompato” a livello di numeri positivi relativi alle metriche di vanità (primo tra tutti, il più facile ed immediato: il numero di followers), grazie ad un seguito di account inesistenti e bot.

Per chi lavora nell’ambito dell’hotellerie, spesso questi approcci risultano in esplicite richieste di invito di soggiorni gratuiti, cene gratuite, Spa experience gratuite e via dicendo, in cambio di un certo numero di post al fine di promuovere la struttura.

Sia chiaro: non siamo contrari alle collaborazioni con i social influencers – quelli veri, si intende – poiché crediamo fermamente nel loro contributo effettivo al successo di una campagna Marketing, al rafforzamento della reputazione, nonché alla divulgazione della conoscenza e notorietà del brand.

Quali sono i rischi

Quali sono i rischi nel non riuscire a riconoscere ed individuare un fake influencer e, di conseguenza, offrire soggiorni, experiences e prodotti gratuiti a un destinatario errato? Molteplici, tra i quali:

  • Sprecare investimenti – soldi, energie, tempo – per un ritorno dell’investimento pari a zero.
  • Creare un rischioso “effetto boomerang” e iniziare ad essere contattati da altri fake influencers, che avendo notato come sia stato facile per uno di loro collaborare con il nostro brand, vorranno provare a farsi strada.
  •  Danneggiare la brand reputation dell’azienda – nonché, aggiungo, il nostro personal branding e reputazione di Marketing Manager.
  •  Non da ultimo, mettere in difficoltà altri brand nel mercato, poiché verranno approcciati dopo una collaborazione confermata, a dimostrazione che “vale la pena lavorare con loro perché uno dei competitor l’ha fatto”. Se nessun’azienda, invece, desse rilevanza ed attenzione ai fake influencers confermandone una collaborazione insieme, la loro esistenza andrebbe presto a cessare.

Chi sta dietro ad un fake influencer?

Non si tratta necessariamente di un singolo individuo, ma spesso di un gruppo di persone che posta immagini stock, facilmente reperibili in Internet, oppure che condividono foto di alto impatto da altri account. Solitamente acquisiscono follower e engagement tramite bot.

Cosa sono i bot?

I bot sono particolari software che rendono automatiche alcune azioni sui social network, ossia seguire gli account, attribuire like, visualizzare le stories, commentare. Dal 4 giugno 2019 Instagram ha comunque modificato alcuni algoritmi per ostacolare le attività automatiche sulla sua piattaforma, ma vi sono ancora bot che resistono tutt’ora.

Come riconoscere un fake influencer?

  • Il numero di follower è alto, ma – in proporzione – le interazioni a livello di commenti e l’engagement sono bassi.
  • I commenti dei follower ai post sono poco coinvolgenti e poco personalizzati. Insomma, di bassa qualità. Solitamente si limitano a qualche emoji di apprezzamento, o qualche semplice parola
    (“Wow!”, “Bellissimo”, “Super!”, “Top”). Un vero follower invece solitamente interagisce attivamente con la pagina, rilasciando post più costruiti e dal contenuto personalizzato. Attenzione:
    anche gli account Instagram di persone famose hanno comunque un numero di followers bot, è fisiologico; l’importante è verificare che si tratti di una percentuale bassa.
  • Le foto – a meno che non si tratti di foto evidentemente prese da altri profili, o immagini stock – sono spesso di qualità scarsa nonostante il boom di like.
  • Facendosi aiutare da alcuni tools dedicati, è possibile analizzare alcuni dati della pagina e notare che la crescita del numero di follower è stata improvvisa e rapida. Un influencer vero solitamente ha invece una curva di crescita dei follower graduale.
  • Quando il valore di engagement di un profilo rimane costante nel numero di like, solitamente si tratta di un fake influencer. È fisiologico infatti che post differenti tra loro possano riscuotere più o meno successo; quando tutti i post del profilo in questione catturano indicativamente lo stesso numero di like, può essere un indizio nel riconoscere un fake influencer.
  • Quando i like sono cliccati sempre dagli stessi profili, spesso si tratta anche questi ultimi di account
    fake.
  • Spesso i fake influencer si supportano tra loro, usando gli Instagram Engagement Pods, ossia gruppi di persone – spesso in Telegram – che si avvisano reciprocamente quando pubblicano una foto inviando al gruppo il link al post stesso, così da ricevere like e commenti immediati. Questa tecnica è efficace nel breve periodo per far salire rapidamente le visualizzazioni e le metriche di vanità dei post, ma nel lungo periodo non è redditizia in quanto i like catturati tramite pods non sono in realtà di follower affezionati che seguono attivamente il profilo

Alcuni suggerimenti in più…

  • Chiedere sempre a qualsiasi influencer di poter ricevere un media-kit contenente una presentazione, i suoi dati, le maggiori informazioni di dati business. Se una persona si rifiuta di
    condividere tali dati, o se li condivide sommariamente, è il caso di approfondire ulteriormente e dubitare di questo comportamento.
  • Confrontarsi con colleghi che si stimano e possibilmente del proprio stesso settore, soprattutto di brand che vengono elencati all’interno delle collaborazioni passate dell’influencer in questione. Si avrà così modo di verificare l’attendibilità, la professionalità e la metodologia di lavoro di chi ci propone la collaborazione.
  • Creare una propria lista – un file Excel per esempio può essere utile – per identificare gli influencer di livello da quelli fake. Sarà più facile ritrovare le informazioni nel corso dei mesi e degli anni, soprattutto se l’account in questione ci ricontatterà periodicamente.
  • Condividere con colleghi del settore le proprie esperienze dirette o indirette sugli influencer – soprattutto se fake – così da evitare di rafforzare questi account fraudolenti nel mercato.

Una volta constatato che l’account con cui si è in contatto non è un fake influencer, sarà possibile valutare se proseguire con la collaborazione o meno… ma si tratta di un’altra prossima analisi!

 

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Pubblicato il: 21 Ottobre 2020

Filed Under: Il Boss dei Nerds, Le nostre rubriche, Millennial, News

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