Expedia recupera terreno su Airbnb con HomeAway

Quando si parla di home rental il pensiero va immediatamente a Airbnb, che ha fatto proprio dell’home sharing il suo core business diventando il principale rappresentante di questo settore. Tuttavia Expedia e Booking non sono rimasti a guardare, recuperando terreno in modo significativo.

Fino a qualche tempo fa Airbnb rappresentava l’unico player nel settore dell’home rental, ma proprio le potenzialità di questo business hanno spinto altri portali come Booking ed Expedia a investire pesantemente per guadagnare fette di mercato. Proprio Expedia, grazie all’acquisizione di HomeAway, avrebbe guadagnato significativamente terreno sulla “startup” di San Francisco.

Come evidenziato da una ricerca di Susquehanna International Group Airbnb occupa circa il 15% del mercato dell’home sharing, seguita da Expedia con il 12%. Entrambi i portali (Priceline ed Expedia) hanno deciso di puntare in modo importante su questo settore per offrire agli utenti il maggior numero di tipologie di alloggio possibile.

Le prenotazioni di HomeAway sono aumentate del 48% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, generando un aumento di fatturato annuale del 30% in base a quanto emerso dalla documentazione depositata. Nel tentativo di competere con Airbnb, Priceline ed Expedia hanno aumentato i propri inventari di home rental per un totale di 2.5 milioni di annunci nell’arco dell’anno, segnando un aumento del 50%.

Glenn Fogel, CEO del gruppo Priceline, ritiene che l’home rental permetta di rispondere ad una sempre maggiore domanda da parte degli ospiti per questo genere di soluzioni:

Per moltissimo tempo le persone hanno desiderato un prodotto di questo tipo. Non credo che dipenda da un cambiamento da parte delle persone. Credo piuttosto che la tecnologia abbia reso l’home rental più accessibile e fruibile.

Pur essendo un settore in crescita, l’ascesa di Airbnb, HomeAway e altre soluzioni di alloggio alternative hanno suscitato non poco malumore nel settore alberghiero. In molti credono infatti che l’home sharing sia un ambito non attualmente regolamentato, creando così una situazione di concorrenza sleale verso le più classiche soluzioni ricettive come gli hotel.

Sembra tuttavia che questa situazione stia lentamente cambiando, come emerso dalla volontà delle istituzioni di introdurre normative e una tassazione definita su questa nuova tipologia di affitti brevi.

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Pubblicato il: 26 Luglio 2017

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