Cosa dovrebbero imparare gli hotel da Airbnb e la sharing economy?

La tecnologia e la sharing economy con essa hanno radicalmente cambiato le abitudini di viaggio e lo scenario turistico, obbligando gli alberghi e le attività che operano nel settore ad adattarsi. Cosa possono imparare hotel e direttori d’albergo da Airbnb per migliorare il proprio prodotto?

Nonostante sia ormai uno degli argomento più discussi, Airbnb ha avuto un significativo impatto sul settore turistico, tanto da aver spinto molti a identificarlo sia come minaccia che come risorsa per la distribuzione alberghiera. Il sui successo non dipende esclusivamente dalla capacità di creare un mercato dove prima non esisteva, ma dal suo utilizzo intelligente della tecnologia, una unicità del soggiorno e la percezione di maggior valore del prodotto venduto.

Tenendo in mente questi fattori anche gli hotel potrebbero ispirarsi alla sharing economy e alle nuove abitudini di viaggio per offrire un’esperienza uguale o quantomeno simile al modello Airbnb.

La tecnologia

La tecnologia assume un ruolo importante. Oltre ad aver rinnovato il proprio servizio per offrire un’esperienza mobile unica e ottimizzata, Airbnb e le altre aziende nel della settore sharing economy possono contare su una fiducia da parte dei consumatori. Come segnalato da un report di Allianz Global Assistance, il 60% dei millennial ha espresso fiducia nei confronti della sharing economy, che comprende oltre al già citato Airbnb anche Uber e Lyft.

Un esempio di utilizzo della tecnologia nel settore alberghiero arriva da Hilton Worldwide, che ha lanciato un’applicazione mobile che consente ai membri HHonors di selezionare la propria camera durante la prenotazione, offrendo maggiore potere di scelta ai viaggiatori. L’app permette inoltre di effettuare un check-in digitale senza doversi recare alla reception e una chiave digitale per accedere alla camera o ad altri servizi della struttura. Stando a Hilton, il 93% degli utenti dell’applicazione si sono detti soddisfatti.

Esperienze di viaggio personalizzate

Stando a Marketing Week i millennial preferirebbero spendere i propri soldi su esperienze piuttosto che su oggetti. E’ qui che entra in scena Airbnb: il servizio di home sharing permette infatti di creare un’esperienza individualizzata e personalizzata per qualsiasi viaggiatore. Si tratta quindi di stabilire una connessione emotiva con l’ospite.

Oltre a comunicare costantemente sui social con ospiti e potenziali ospiti, gli hotel in grado di creare un’esperienza personalizzata dalla prenotazione all’intero soggiorno hanno maggiori possibilità di guadagnare la fiducia degli ospiti e spingerli a tornare.

Nello specifico social media come Facebook, Twitter e Instagram permettono di comunicar direttamente con i viaggiatori. Loews Hotel Group permette ad esempio di prenotare tramite hashtag su Twitter, ma non solo.

Il gruppo ha utilizzato ad esempio foto reali di ospiti su Instagram per una campagna di marketing. E’ questo genere di approccio che stabilisce una connessione emotiva e autentica con gli ospiti, permettendogli di sentirsi parte di una vera e propria community.

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Pubblicato il: 24 Febbraio 2016

Filed Under: Airbnb, Guida

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