BookingSuite: c’è da fidarsi?

Era nell’aria già da tempo e Priceline ha lanciato BookingSuite, un nuovo servizio dedicato ai propri partner interessati a sviluppare un sito web ufficiale dell’hotel, ma c’è da fidarsi?

Quando lo scorso anno Priceline acquisì Buuteeq, in molti si chiedevano quali fossero i progetti del colosso del travel e cosa bollisse in pentola. Con il lancio di BookingSuite, Priceline non si ferma e continua ad impegnarsi e ad investire risorse per aumentare il livello di intermediazione, offrendo alle strutture ricettive servizi solo apparentemente vantaggiosi ma che tuttavia non fanno altro che incrementare la dipendenza da Booking.com.

Prima di proseguire, intendiamo mettere subito in chiaro quanto utilizzare BookingSuite possa essere in realtà svantaggioso per le strutture ricettive, elencando una serie di elementi chiave da tenere in considerazione:

Svantaggi di BookingSuite:

  • Servizio low profile
  • Invece di disintermediare, promuove una maggiore intermediazione
  • Commissioni del 10% (per ora) o costi mensili poco competitivi
  • Nessuno può prevedere se BookingSuite aumenterà le commissioni da pagare su ogni prenotazione
  • Offerta limitata dal punto di vista tecnico
  • Poche possibilità di personalizzazione
  • Difficoltà a tornare indietro una volta messo in mano tutto il proprio hotel Booking.com

A differenza di ciò che offre il nuovo servizio di Booking.com, le web agency italiane e internazionali offrono prodotti largamente superiori a costi competitivi (inferiori al 10% di commissione su ciascuna prenotazione), nonché servizi particolarmente strutturati per contrastare le OTA e non per farne parte.

Cos’è BookingSuite?

Fondamentalmente, BookingSuite offre una serie di soluzioni B2B mirate specificatamente alle strutture ricettive in tutto il mondo, ma è possibile da subito comprendere come BookingSuite sia in realtà un servizio low profile, a partire dalle caratteristiche e dalle funzionalità offerte, standardizzate e pressoché identiche per ciascun hotel.

Attualmente Bookingsuite di Booking.com permette ai partner interessati di scegliere tra due piani: WebDirect e WebComplete. Mentre con il primo si paga una commissione del 10% su ciascuna prenotazione, il secondo piano prevede un costo mensile fisso.

BookingSuite VS sito web ufficiale

Ciò che si nasconde dietro questo nuovo servizio non è altro, come già accennato in precedenza, che un ulteriore tentativo di spingere gli albergatori a mettere in mano il destino delle proprie strutture a Booking.com, mandando all’aria qualsiasi impegno profuso nel disintermediare dalle OTA in favore di prenotazioni prive di commissioni.

Ecco alcune parole utilizzate da Rob Ransom, direttore di BookingSuite, per promuovere il servizio:

BookingSuite riduce il tempo e le risorse sprecate nello sviluppo e nella gestione di siti web tradizionali.

Partendo dalle dichiarazioni di Ransom è già possibile notare qualche elemento che farà storcere il naso, soprattutto considerando i continui impegni degli albergatori e delle web agency nell’offrire soluzioni che garantiscano una maggiore disintermediazione e autonomia rispetto alle OTA.

Fa riflettere il modo in cui Ransom voglia far passare lo sviluppo e la gestione di siti web tradizionali come uno spreco di risorse, soprattutto considerando quanto proprio siti web accattivanti e basati sulle ultime tecnologie, uniti a strategie adeguate e ponderate, rappresentino una delle uniche soluzioni per disintermediare e ridurre la dipendenza dei fatturati alberghieri dalle prenotazioni effettuate tramite OTA.

I siti web moderni devono offrire più funzionalità al cliente e garantire servizi e features particolari, permettendo di gestire dinamicamente i contenuti. Cosa evidentemente non possibile con BookingSuite.

Alla luce di questa premessa, appare chiaro come BookingSuite sia una soluzione più all’insegna della quantità che della qualità, garantita invece dalla professionalità e dall’esperienza delle web agency. Il servizio di BookingSuite presenta elementi la cui caratteristica predominante è la standardizzazione. Ma le strutture non sono tutte uguali e ogni hotel necessità di una presenza sul web che rispecchi la sua personalità, le sue caratteristiche e elementi unici, capaci di attirare l’attenzione dei visitatori. E’ fondamentale quindi puntare sulla personalizzazione e non sulla standardizzazione.

Guardando all’attuale situazione del turismo internazionale, una quantità sempre più alta di albergatori esprimono insofferenza verso le limitazioni e le imposizioni delle OTA – soprattutto Booking.com e Expedia – che nel corso degli anni hanno saputo attirare l’attenzione degli hotel, promettendo loro visibilità sul web, per poi privarli della loro indipendenza e obbligandoli a rispettare clausole palesemente svantaggiose come la parità tariffaria, danneggiando pesantemente il canale diretto, l’unico in grado di garantire prenotazioni disintermediate e prive di qualsivoglia commissione.

Per quanto i costi di BookingSuite possano sembrare vantaggiosi, gli hotel si trovano spesso a dover pagare fino al 25% in commissioni alle OTA e il pagamento di un altro 10% (almeno per ora) su ciascuna prenotazione arrivata dal sito ufficiale potrebbe rappresentare un ulteriore problema per gli albergatori e i direttori d’albergo, sempre più impegnati – per necessità – a studiare strategie per risparmiare e rimanere a galla.

In conclusione, teniamo a sottolineare come mettere in mano l’intero destino del proprio brand alberghiero nelle mani di Booking.com possa essere una strategia che non solo aumenterà la totale dipendenza dall’OTA di Priceline, ma che priverà gli albergatori dell’indipendenza necessaria per gestire un hotel.

Scritto da:

Pubblicato il: 5 Maggio 2015

Filed Under: Approfondimento

Visite: 10810

Tags: , , , , , ,

Lascia un commento