Booking si ritira da Google Vacation Rentals

La notizia ufficiale delle ultime settimane è quella relativa a Booking e Airbnb che per il momento attuale, non hanno intenzione di dilettarsi nel settore degli affitti delle case vacanza di Google. Forse stanno cercando di aumentare il traffico diretto oppure non sono particolarmente soddisfatti per quanto riguarda l’economia e l’esperienza dell’utente che propone Google. Così facendo, Expedia potrebbe essere collocata nella giusta posizione per prendere vantaggio.

Il marchio di punta Booking

Per il momento, Booking si conferma ancora come marchio di punta tuttavia non risulta che abbia partecipato all’attività di affitto delle case vacanza di Google. Google Travel infatti ha recentemente integrato come nuova voce Vacation Rentals appena accanto alla già conosciuta funzione di ricerca degli hotel. Tuttavia, dopo tre giorni che lo stesso Google aveva dichiarato tale introduzione si discuteva del motivo per cui sia Booking e sia Airbnb non avessero deciso di mostrare la loro presenza nella sezione Vacation Rentals. In tutto ciò, Google non desidera commentare questa storia e il portavoce di Booking ha dichiarato con fermezza di non aver partecipato appositamente per quest’anno alle case vacanza.

Il vantaggio di Expedia

In tutto questo caos, sarebbe Expedia a trarne maggiore vantaggio in quanto sarebbe il più grande beneficiario a breve termine dell’attività di affitto vacanze di Google perché si è visto che Expedia ha ben il 67% di quote degli annunci nelle città al di fuori degli Stati Uniti. L’altra quota è pari al 74% e riguarda le città di tutti gli Stati Uniti d’America.

Come funziona Google

Per chiarirvi in misura maggiore la questione, bisogna dire che ci sono due modi in cui le agenzie di viaggio online e gli operatori di noleggio a breve termine, utilizzano Google per il marketing a pagamento. Il primo è riuscire a pubblicizzare nella rete di ricerca Google (oppure attraverso le asd Google hotel), in cui un utente fa clic su un singolo collegamento per poi accedere all’agenzia di viaggi online oppure al sito web dell’operatore per completare la prenotazione.

Esiste tuttavia un modo differente che è quello di partecipare presso la pagina Google Travel. I consumatori possono selezionare il collegamento desiderato grazie al menù denominato Vacation Rentals e navigare verso le case vacanza nella pagina relativa ai viaggi dello stesso Google. Qui si aprirà un elenco dove si possono incontrare marchi come Expedia, TripAdvisor, Hotel.com, Vacasa, Red Awning e Agoda, relativi tutti alla singola proprietà cercata. È proprio in tale ambito che al momento AgodaBooking.com e Airbnb non desiderano più apparire.

Airbnb e Booking non vogliono partecipare

Per quanto riguarda Airbnb è anch’esso un ostacolo dal momento che questi grandi player non hanno nessuna intenzione di scendere a patti con Google per stipulare un accordo. Ci sarebbe anche da tenere in considerazione il fatto che potrebbero temere di dare troppo potere a Google nella sua nuova attività di affitti a breve termine. Booking.com non ha per il momento commentato il motivo per cui Agoda (marchio di Booking Holdings) si sta ritirando da Google Trips e più in generale la causa scatenante per cui lo stesso Booking.com sarà assente.

Amazon risulta ideale

Durante un’intervista il CEO di Booking Glenn Fogen nell’affrontare l’incursione di Google nelle case vacanza prima dell’introduzione dell’ultimo tweak di Google, ha detto dello stesso che esce in continuazione con nuovi prodotti ed è a favore di creazione ed innovatività. Fogen ha dichiarato che la partnership tra Booking e Google è stata costruita creando le attività in simbiosi e continueranno ad agire in tale modo per moltissimo tempo.

I nuovi prodotti verranno lanciati ad intervalli costanti e si sta lavorando a nuove metodologie per attirare nuovi clienti e modi per portare le informazioni. Booking, insieme al gruppo Expedia, è stato tra i maggiori inserzionisti di Google Travel per lungo tempo. Fogel ha messo in luce come l’opportunità di mostrare il marchio Booking è fondamentale al fine di far cliccare le persone sopra di esso e in tal modo riuscire a pagare a Google molti soldi.

Al momento attuale le prenotazioni dirette sono uno dei canali che stanno crescendo in misura maggiore da parte dell’azienda. In particolare, parlando di Booking.com, la metà di tale traffico complessivo arriva in realtà senza dover utilizzare la piattaforma Google. In questo modo, anche se hanno sempre lavorato in cooperazione e in partnership, Booking è soddisfatto di poter creare un proprio business diretto.

Proprio per tale motivo, Fogel ha dichiarato come modello ideale quello di Amazon facendo un esempio molto chiaro e semplice al tempo stesso. Se si ha bisogno di acquistare del sapone, non si va su Google ma si accede direttamente ad Amazon per comprarlo. È proprio a questo che aspira Booking. Diventare talmente grande e potente che quando un potenziale cliente pensa all’idea del viaggio accede a Booking.com per prenotare la sua camera. In questo modo si lavorerebbe esclusivamente attraverso accessi diretti.

L’indipendenza del marchio

Il prossimo step è quindi quello di riuscire a creare un marchio indipendente. Per tale motivo Booking, Airbnb e Agoda non saranno inclusi nel canale di promozione tutto nuovo di Google. Booking agirà in maniera indipendente rispetto a Google per poi verificarne i risultati. L’assenza o il ritiro dalle attività di Booking Holdings nelle case vacanza di Google non sembra essere influente sulla partecipazione attiva dei marchi di Booking negli hotel di Google, che ha un modello di business diverso rispetto ai noleggi a breve termine.

Infatti la funzione di Google Hotels prevede che le agenzie di viaggio online richiedano il posizionamento all’interno di una delle offerte dei concorrenti ma finora le stesse elencano solamente un’agenzia di viaggi online per proprietà. Il prodotto Google Vacation Rentails è decisamente complesso, basato sul rendimento e ruota attorno alle commissioni per prenotazione anziché ai clic.

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Pubblicato il: 25 Ottobre 2019

Filed Under: News, OTA

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