Booking.com impone le proprie regole per la distribuzione online in Europa

Dal 1° luglio sono entrati in vigore i nuovi termini di Booking.com in seguito all’accordo siglato con l’Antitrust italiano, ma con un nuovo comunicato ufficiale l’HOTREC ha attaccato duramente la OTA di Priceline accusandola di aver imposto le proprie regole per la distribuzione online applicando termini comunque anticoncorrenziali.

La scorsa settimana Booking.com ha comunicato ai propri partner alberghieri in Europa che avrebbe modificato le clausole di parità tariffaria rispetto alle altre OTA, mantenendole attive nei confronti del sito web ufficiale delle strutture ricettive. Sembra però che parte dei nuovi obblighi imposti dalla OTA di Priceline siano ancora considerati illegittimi e anticoncorrenziali, soprattutto considerando le nuove norme votate in Francia per l’abolizione della rate parity e del verdetto dell’Antitrust in Germania.

Alla luce dei nuovi termini non dovrebbe stupire il duro attacco da parte della HOTRECl’Associazione Europea degli hotel e dei ristoranti: “Come già dichiarato da parte dell’industria alberghiera europea più volte l’introduzione di queste nuove condizioni […] non fornisce una soluzione in grado di restituire la libertà imprenditoriale degli albergatori sulla scelta dei prezzi e delle condizioni. Con questa nuova mossa – prosegue il comunicato della HOTRECBooking abusa del proprio potere di mercato per imporre le condizioni al mercato e astenersi o rallentare le autorità sulla concorrenza europee.

Hotrec logo final-Quadri

Al centro del contendere sono proprio i nuovi termini imposti da Booking.com ai propri partner alberghieri, che sembrerebbero differire dagli impegni presi con le 3 autorità sulla concorrenza, specificatamente per quanto riguarda la parità di disponibilità. Nello specifico la OTA si era impegnata a “non imporre obblighi che richiedano alle strutture ricettive di offrire una quantità di camere, di qualsiasi tipologia, uguale o maggiore su Booking.com rispetto a quelle di qualsiasi altra OTA o presso la struttura ricettiva stessa.

Per quanto quanto i termini dell’accordo con l’Antitrust siano piuttosto chiari, i nuovi obblighi di Booking.com sembrano non rispettarli appieno. Ecco infatti quanto si legge nella nota inviata agli hotel: “La struttura ricettiva accetta di fornire in ogni momento (in base alla disponibilità) parte della disponibilità per tutte le camere e tutte le tipologie ed è incoraggiata a fornire a Booking.com accesso a tutte le camere e tutte le tipologie (incluse restrizioni e politiche applicabili) e tariffe disponibili durante la durata dell’accordo (durante i periodi di bassa e alta domanda (incluse fiere, congressi ed eventi speciali)).

Durissime anche le parole di Christian de Barrin, CEO della HOTREC:

Non sta ad un unico gigante di Internet imporre le proprie regole al mercato, già considerate anticoncorrenziali in almeno un paese europeo. L’industria alberghiera europea si augura che, come accaduto in Germania, gran parte delle autorità nei paesi europei continui ad esercitare indagini approfondite la natura anticoncorrenziale di qualsiasi clausola di parità tariffaria applicata nei contratti tra gli hotel e le OTA, essendo queste nuove condizioni considerate tutt’ora anticoncorrenziali dall’industria alberghiera europea.

La sensazione è che Booking.com abbia perso un’occasione per rinnovare il rapporto con gli hotel nell’ottica di una partnership collaborativa. A questo punto non resta che attendere per scoprire in che modo le nuove regole verranno valutate da parte delle autorità sulla concorrenza.

fattifurbo

La speranza di molti è che anche gli altri paesi, inclusa l’Italia, possano seguire l’esempio della Francia, dove il Parlamento ha votato l’abolizione della rate parity venendo incontro alle esigenze degli albergatori e restituendo loro la propria libertà imprenditoriale. Nonostante anche in Italia l’Antitrust si sia espresso sulla legittimità delle clausole di rate parity, Federalberghi ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio richiedendo il divieto delle clausole di rate parity e promuovendo la nuova campagna “Fatti furbo!” per incentivare i consumatori a contattare direttamente gli hotel per ottenere tariffe più vantaggiose rispetto a quelli sulle OTA.

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Pubblicato il: 6 luglio 2015

Filed Under: News, OTA

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