Booking.com: i nuovi contratti legano il posizionamento alle commissioni degli hotel

Secondo quanto segnalato da Alessandro Nucara di Federalberghi i nuovi contratti di Booking.com sembrerebbero legare il posizionamento in classifica degli hotel alle commissioni pagate per ciascuna prenotazione.

Come evidenziato dal Corriere della Sera le nuove clausole  sarebbero presenti nelle versioni più recenti dei contratti inviati da Booking.com agli hotel per regolare il rapporto di collaborazione tra OTA e strutture ricettive.

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Nello specifico ai punti 4.1.1 e 4.1.2 vengono descritte in modo dettagliato le modalità attraverso cui il portale posiziona gli alberghi all’interno delle classifiche sul sito:

4.1.1 Il posizionamento si basa ed è influenzato da vari settori, inclusi, ma non esclusivamente, la percentuale di commissioni pagate dalla struttura ricettiva, il numero di prenotazioni in relazione al numero di visite sulla pagina, il volume delle prestazioni realizzate dalla struttura, il tasso delle cancellazioni, i punteggi delle recensioni degli ospiti.

Nel punto successivo, inoltre, viene evidenziata la possibilità per la struttura di influenzare il proprio posizionamento attraverso le commissioni pagate:

4.1.2 La struttura ricettiva ha la possibilità di influenzare il proprio posizionamento cambiando la percentuale delle commissioni, nonché migliorando continuamente gli altri fattori

Commissioni e posizionamento: una correlazione “nascosta”

L’aver esplicitato la correlazione tra commissioni pagate e posizionamento rappresenta un’importante novità nella strategia di Booking.com, ma come sottolineato da Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, il rischio è che la OTA del gruppo Priceline possa influenzare il cliente finale e indirizzarlo verso le strutture per lui più redditizie, ovvero disposte a pagare commissioni più alte su ciascuna prenotazione.

Booking.com come Expedia: una questione di trasparenza

Nonostante in molti già conoscessero l’implicita correlazione tra commissioni e posizionamento, tale dinamica rispecchia per certi versi quanto fatto da Expedia con Accelerator, un programma che trasformerà la pagina dei risultati in un vero e proprio marketplace in cui saranno gli hotel che pagano di più a occupare le posizioni più in alto nelle ricerche.

Analogamente a quanto accaduto con la notizia sul programma Accelerator di Expedia, oltre ad avvantaggiare le strutture disposte a pagare di più per apparire più in alto (senza quindi premiare meriti reali e concreti), sistemi di posizionamento basati su quanto pagato dagli hotel rischiano di creare una situazione “ingannevole e dannosa nei confronti dei consumatori”, come dichiarato dall’American Hotel & Logding Association sul programma di Expedia:

Risultati di ricerca distorti o ingannevoli su questi siti possono essere fortemente problematici, soprattutto sui portali di prenotazioni che si pongono come obiettivo quello di “aiutare” i consumatori interessati al confronto di tariffe e strutture. Questi si troverebbero di fronte a informazioni non oggettive e poco attendibili.

A questo punto non resta che attendere per comprendere in che modo questa “novità” verrà accolta da albergatori e consumatori.

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Pubblicato il: 28 Aprile 2016

Filed Under: News, OTA

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