“Bella Italia!”: la top 25 degli shock culturali dei turisti stranieri in Italia – Parte 2

Se vi siete divertiti con il primo elenco degli shock culturali, rieccoci con un’ulteriore sequenza da brividi! Ripartiamo con una una nota dolente che per molti immagino sarà del tutto inaspettata, nonché sicura fonte di dibattito… Non vi anticipo troppo, ma aspettatevi belle sorprese.

  1. L’assenza di alcuni piatti ritenuti italiani è un impatto notevolissimo: Pizza Pepperoni, Spaghetti Bolognese, Fettucini Alfredo, Chicken Parm (sui forum impazziscono per questo). Molti si lamentano della qualità, un problema sono i ristoranti turistici, per gli stranieri difficili da riconoscere. Capita poi di leggere persone di nazionalità asiatiche che la nostra cucina proprio non l’apprezzano, ad esempio indiani che la trovano poco saporita, o cinesi che non amando i formaggi non ne apprezzano alcune pietanze. Altra cosa che diverte tanto è il fatto che siamo praticamente dai nazichef in merito alle nostre ricette, l’hashtag #annoyeditalian è stato per mesi un trend su twitter. Ci ridono appresso perché ci ritengono un po’ provinciali rispetto alla cucina. D’altro lato sorprende l’alta qualità dei prodotti, molti si stupiscono che i pomodori sappiano di… pomodori! Sempre riguardo i pasti, tutte le regole che abbiamo (DO’S AND DON’TS). Tipo non bere il cappuccino a pranzo etc. Anche i menù sono considerati difficili da decifrare. Altra cosa, la mancanza di ghiaccio nelle bevande e l’impossibilità di fare il refill gratuito. Pure la possibilità di consumare liberamente l’alcol quando, dove e come meglio si preferisce, stupisce parecchio. Colpisce anche che nei ristoranti si possa stare quanto si vuole e che non sia necessario andarsene appena consumato il pasto.
  2. Riguardo alle nostre città una sorpresa positiva è quanto sia tutto “storico” e che la vita moderna scorra accanto a monumenti secolari. Ad esempio molti rimangono stupiti che il Colosseo e l’area archeologica siano nel pieno centro di Roma. Al contrario, e questo è un tratto comune a sia ad occidentali che orientali, che le strade siano piccole e strette. Come anche il fatto (specie per gli USA) che le macchine siano piccole. Riguardo i trasporti pubblici sono apprezzatissimi i treni ad alta velocità. Oh naturalmente molti impazziscono quanto sia immensamente bella, piena di storia e di arte, incredibilmente varia paesaggisticamente e culturalmente tutta l’Italia. Ma questo vale per molti, non per tutti. De gustibus non disputandum est.
  3. La nostra incomprensibile (per loro) incapacità di fare la coda. Su di questo direi che è meglio stendere un gran bel velo pietoso.
  4. Di nuovo il contatto fisico e lo spazio personale, in particolare il baciarsi sulle guance è spesso trovato assurdo (e poco virile se fatto tra uomini).
  5. Stupisce la nostra naturale eleganza nel vestire, siamo considerati forse il popolo più fèscion (leggasi fighetto) del mondo in questo senso. In particolare ho letto molti che si stupiscono che i maschi siano “perfectly groomed and well dressed”. Però per chi sta da un po’ di tempo in Italia, dopo un po’ annoia il giudizio sociale sul fare bella figura. Ad esempio che devi essere presentabile anche per andare a fare la spesa, ma d’altro lato in America sono abituati all’eccesso nell’altro senso, avete mai visto le foto di “People of Walmart”? Eccovi accontentati.

Però, fumiamo tutti troppo. E questo giudizio lo dicono in tanti

  1. Il bidet rimane un oggetto misterioso. Ma lo sapete che su youtube ci sono decine di tutorial su come si usa? Non scherzo! Tiè, eccovene due:[1], [2]

Concludiamo con alcuni aspetti generalmente considerati molto molto negativi

  1. Un aspetto che riguarda in prima persona gli operatori turistici: lo shock relativo, rispetto ai camerieri nei ristoranti ed ai commessi nei negozi, a volte anche riguardo il personale degli hotel, considerati troppo spesso «Rudes». Ciò avviene specie con gli anglosassoni che comunque in certe zone del paese rappresentano la maggioranza dei turisti. Anche se ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio, questa è una barriera forte e dipende da come si è abituati nei diversi paesi. Gli stranieri non capiscono che a noi dà fastidio il personale che ci sta troppo addosso, il quale risulterebbe eccessivamente invadente per un italiano, mentre noi molto spesso non capiamo che all’estero si è abituati ad essere riveriti e serviti come clienti, con una presenza costante. Dipende un po’ dai popoli, alcuni sono più simili a noi e non apprezzano al contrario un calore e una familiarità eccessivi. Questo dipende da come si intende il customer care, rispetto a culture aziendali dove è progettato a tavolino e con un’attenzione al dettaglio maniacale anche nelle più piccole imprese, attenzione che da noi invece viene lasciata molto, forse troppo, alla libera interpretazione del personale a contatto con il pubblico.
  2. La barriera linguistica. Spesso correlato anche al precedente discorso. Purtroppo anche qui ci si basa su uno stereotipo, all’estero non è che siano meglio con l’inglese, ma è indubbio che qualche sforzo in più lo si potrebbe fare. Poi la questione del gesticolare per cui siamo rinomati: non è che gesticoliamo più degli altri, semplicemente i gesti sono diversi, ma per un motivo sempre di stereotipi i nostri sono considerati buffi. Per capire come percepiscono il nostro parlare (vocale e corporale) questo esempio è sintomatico.
  3. Per alcuni popoli non occidentali, in particolari estremo orientali e indiani ho notato che ci si sente a volte vittime di razzismo. Ultimamente è emerso questo problema anche verso di persone di colore, afroamericane e sudamericane. Questo è un problema grave per il mondo del turismo, in un periodo in cui i nuovi mercati sono in aumento esponenziale. In questo caso le barriere culturali sono spesso anche più forti, ma ciò non significa in alcun modo che si possa sminuire o peggio maltrattare il cliente in base alla sua provenienza o alla sua cultura di appartenenza. Anzi compito dei professionisti del settore è in questo caso ancor di più facilitare il loro soggiorno, anche se ciò significa sottostare a una mitragliata continua di richieste assurde durante tutto il soggiorno, oppure dover eliminare odori speziati dai bollitori nelle camere, etc. etc. Naturalmente episodi come i conti extra salati fatti pagare a turisti orientali non hanno aiutato al riguardo. Ah, gli indiani trovano che siamo molti simili a loro come atteggiamenti

PS Sapete che in America più di qualcuno nutre qualche dubbio che gli italiani (e i sud europei in generale) siano realmente “bianchi”? Triste, ma vero. Provate a googlare “are italians white?”…

  1. I graffiti e la mancanza di decoro di alcune zone del Paese non piacciono, specie di alcuni monumenti di cui ci si stupisce non si abbia cura. Questo problema diventa assai percepito da alcune popolazioni che vedono nel degrado una diretta correlazione con la mancanza di sicurezza. Una cosa che lascia sentimenti misti è la presenza di militari armati di tutto punto nelle città, alcuni apprezzano la cosa, altri la trovano triste e mette un po’ d’ansia
  2. Gli scioperi sono un problema, come anche l’assistenza turistica rispetto ad altri paesi europei, ci sono forti lamentele in tal senso.
  3. Vi sono molti riferimenti da parte di viaggiatrici rispetto a comportamenti inappropriati. Anche il semplice «Ciao Bella» dà spesso fastidio. Questo è anche collegato alla nomea di latin lover degli italiani. Sempre riguardo alcuni aspetti morali, una cosa che sconvolge alcuni popoli più “puritani” è la leggerezza con cui vengono mostrate nudità e immagini discinte, in tv e nelle pubblicità, oppure in spiaggia.
  4. La regionalità italiana è poco conosciuta e al primo impatto poco capita. In generale pensano che andiamo tutti in giro in vespa, vestiti da gondolieri, con i baffi cantando canzoni napoletane. Vagli a far capire che non è proprio così. Sorprende soprattutto il Nord che è tanto diverso dagli stereotipi classici. Milano ad esempio piace molto, l’Italia in salsa internazionale che un po’ tutti in realtà sperano di trovare. Ad maiora per la capitale morale d’Italia, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
  5. La mancanza di alcune cose che sono considerate normali in giro per la terra, spesso legate alla tecnologia e alla odiosa e incomprensibile burocrazia. Il fatto che sia tutto complicato, specie per gli expat come banalmente se sei un freelance e vuoi lavorare da un computer fuori da casa tua che non ci siano caffè dove puoi sederti e stare tutto il giorno a farti i fatti tuoi.
  6. Infine il più odioso di tutti. Uno stereotipo che personalmente mi fa l’effetto delle unghie sulla lavagna: quella stramaledetta musica di mandolino applicata a qualsiasi cosa che riguardi l’Italia, tipo immagini di Bergamo innevata con una polenta e osei fumante sul tavolo e sottofondo di mandolino… Non vado oltre per dignità.

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Pubblicato il: 2 Agosto 2019

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