Airbnb supera Expedia per numero di room nights prenotate

Nel primi tre mesi del nuovo anno, Airbnb ha superato Expedia per numero di room nights prenotate negli Stati Uniti. Un risultato storico, che dovrebbe far riflettere su un dato ancora più importante: quanto il settore del travel online sia fluido.

A dimostrazione di ciò basterebbe pensare dove fosse Airbnb in passato o quando l’agenzia di viaggi online Travelocity esercitasse nel mercato USA una posizione dominante.Oggi quasi nessuno delle nuove generazioni conosce Travelocity, che nel frattempo è entrata a far parte del gruppo Expedia.

Allo stesso modo, poche persone avrebbero immaginato qualche anno fa che Airbnb potesse andare a insidiare colossi quali Expedia e Booking, che fino ad oggi hanno costituito il duopolio nel mercato occidentale, a cui si può aggiungere Ctrip (l’equivalente di Booking e/o Expedia in Cina) se si guarda anche al mercato orientale.

I dati finanziari delle agenzie di viaggio online per i primi 3 mesi del 2019

A riportare i dati economici riguardanti i primi tre mesi dell’anno è stato l’autorevole Wall Street Journal, che pone Airbnb nella cerchia di un inedito quartetto di aziende leader nel settore del travel online (Booking, Expedia, Ctrip e Airbnb). Più staccati invece gli altri player come Despegar (forte in Sud America), MakeMyTrip (società di viaggi online indiana) e il colosso TripAdvisor, le cui potenzialità sono però sotto gli occhi di tutti. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, Airbnb ha aumentato i propri guadagni di oltre il 30 per cento, facendo dunque meglio rispetto a chiunque altro.

L’azienda statunitense è riuscita a mettersi alle sue spalle perfino Ctrip, che in soli 12 mesi è cresciuta del 21 per cento. Nello specifico, grazie al sito e/o l’app di Airbnb le persone hanno prenotato qualcosa come 91 milioni di camere prenotate per almeno una notte, contro le 80,8 milioni su Expedia. Quest’ultima rimane comunque davanti per il valore del gross booking, che si attesta sui 29,4 miliardi di dollari, una cifra superiore anche rispetto a quella acquisita da Booking nei primi tre mesi del nuovo anno.

Bisogna però fare una precisazione su quest’ultimi dati. All’interno del valore del fatturato, sono incluse anche le vendite di crociere e voli, servizi che Expedia e Booking offrono, Airbnb no.

Se si prendono in esame i dati sulla crescita o flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (primo trimestre 2018), Expedia si conferma in terreno positivo con un +4 per cento, mentre Booking rimane di fatto stabile (-1 per cento). Ad oggi il colosso mondiale Booking rimane inarrivabile sia per Expedia che per Airbnb dal punto di vista delle camere prenotate almeno per una notte (circa 217 milioni soltanto nei primi 3 mesi del 2019). Sarebbe stato interessante poter confrontare i dati di Booking e Ctrip ma la società cinese non ha reso pubblici i numeri relativi alle room nights prenotate.

Airbnb: una forte crescita di ricavi nonostante i problemi normativi

Il business su cui si basa Airbnb, vale a dire l’affitto per una o più notti di un appartamento tradizionale, un loft o anche solo una stanza, è diverso rispetto a quello di Booking, Ctrip ed Expedia, tanto per citare i tre colossi del travel online. L’identità di Airbnb pone delle riflessioni anche sui diversi problemi normativi che la società statunitense ha incontrato in questi anni in grandi città come New York, Barcellona, Parigi, Singapore e San Francisco.

A tal riguardo, è importante sottolineare come sia difficile capire se quel 30 per cento segnalato dal Wall Street Journal corrisponda o meno a una crescita rallentata rispetto ai primi tre mesi del 2018, proprio in virtù dei problemi normativi a cui è andata incontro Airbnb in questi ultimi mesi. Altro dato a cui prestare attenzione è quello relativo ai 9,4 miliardi di prenotazioni lorde generate dalla società statunitense nel primo trimeste del nuovo anno. È necessario ricordare infatti come Airbnb conteggi le entrate soltanto al momento in cui il cliente compie il check-in nella struttura e non al momento della prenotazione.

Ciò significa che nella cifra di 9,4 miliardi di gross bookings non siano comprese le prenotazioni valide per i mesi estivi, mentre sono incluse prenotazioni eseguite magari negli ultimi mesi del 2018 e per cui il check-in è stato eseguito soltanto tra i mesi di gennaio e marzo del nuovo anno.

Il vantaggio di Airbnb su brand e marketing

Rispetto ai suoi principali competitor, vedi Expedia e Booking, Airbnb non spende cifre considerevoli sul marketing. Soltanto nei primi tre mesi del nuovo anno Expedia e Booking hanno speso rispettivamente 1,5 e 1,2 miliardi sul marketing, che ha come conseguenza diretta quella di arricchire Google.

Infatti, Expedia e Booking spendono soldi per comparire con determinate keyword nella parte in alto della SERP (pagine dei risultati del motore di ricerca) riservate ai siti che hanno in corso una campagna pubblicitaria con Google AdWords. Se si pensa invece che Airbnb abbia il 60 per cento di traffico desktop soltanto grazie al suo brand (gli utenti entrano sul portale cercando la parola Airbnb sul motore di ricerca), è comprensibile il vantaggio che la società statunitense ha nei confronti di Expedia, Booking e della stessa agenzia di viaggi online cinese Ctrip.

L’impatto di Airbnb sul settore alberghiero

Quale può essere dunque l’impatto che Airbnb può avere nel corso dei prossimi anni sul settore alberghiero? Rispondere a questa domanda non è semplice, dal momento che occorre tenere conto anche dei problemi normativi a cui l’azienda americana sta andando incontro nelle grandi città. Detto questo, è innegabile che la crescita esponenziale di Airbnb possa avere come diretta conseguenza una diminuzione dei clienti presso le vostre strutture alberghiere, in particolare se l’hotel si trova in aree dove l’offerta è maggiormente competitiva.

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Pubblicato il: 30 Agosto 2019

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