Airbnb ritira la causa contro New York sugli affitti inferiori a 30 giorni

Importante svolta nel panorama dell’ospitalità: Airbnb si è arreso e ha ritirato la causa contro New York sulla legge che vieta gli affitti sotto i 30 giorni.

Airbnb si è arreso alla nuova legge approvata a New York sugli affitti brevi che vieta ai privati di affittare interi appartamenti per periodi inferiori ai 30 giorni. La “resa” è frutto di un accordo con le autorità della metropoli, che si impegneranno a non sanzionare direttamente la compagnia, bensì i cittadini che si trovino a violare la nuova legge con gli affitti dei suoi appartamenti.

Quella con New York è soltanto un’altra delle vicende giudiziarie che coinvolgono Airbnb e le autorità governative: Airbnb da tempo riceve pressioni da parte dei governi, che in svariate città stanno tentando di regolamentare le attività del colosso dell’home sharing, valutato attualmente a più di 30 miliardi di dollari.

Airbnb in Italia: le richieste di Federalberghi

Situazione analoga in Italia, dove Federalberghi e il settore alberghiero vorrebbero regolamentare gli affitti di Airbnb con un registrato all’Agenzia delle entrate, una cedolare secca al 21% e l’obbligo per Airbnb di fungere da sostituto di imposta, facendo così pagare le tasse a monte a chi affitti stanze o case.

Bernabò-Bocca

Dure le parole di Bernabò Bocca contro le scarse iniziative del Governo:

L’emendamento sulla cedolare secca, approvato dalla Commissione finanze della Camera, non è entrato nella manovra 2017. Spiace che sia stato il premier Renzi a bocciarlo con un tweet in cui ha detto di non voler alzare le tasse. Poi non ci possiamo lamentare se c’è gente che le evade. Per non dire dell’elusione della sicurezza, in una fase caratterizzata dall’allarme terrorismo.

Le richieste di Federalberghi tornano alla ribalta dopo la regolamentazione degli affitti brevi anche negli altri Paesi: ad Amsterdam, ad esempio, Airbnb è stato limitato a 60 giorni all’anno. Proprio le iniziative estere sono alla base delle critiche di Bocca:

Dopo New York, Berlino e Barcellona ora anche Amsterdam prende provvedimenti per evitare che i professionisti del settore vengano oppressi da un sistema privo di regole certe. Mentre all’estero ci si muove con attenzione per tutelare il lavoro di chi opera rispettando la legge, nel nostro Paese purtroppo è più difficile procedere.

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Pubblicato il: 6 dicembre 2016

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