Airbnb non si ferma: una nuova minaccia per le OTA?

Airbnb è diventato un vero e proprio fenomeno del web. Nel giro di pochi anni questo servizio è riuscito a crescere esponenzialmente, raddoppiando annualmente la propria grandezza fino a rappresentare una minaccia reale non solo per gli hotel, ma anche per le OTA come Priceline.

Più volte in passato vi abbiamo parlato di come Airbnb sia una minaccia che molti hotel ignorano, ma ora la sua grandezza potrebbe arrivare a metterlo in seria competizione anche con portali di viaggi ben più grandi come Priceline ed Expedia. 

Ad approfondire la situazione è un’analista di Deutsche Bank, come riportato da MarketWatch, secondo cui la crescente popolarità di Airbnb possa trasformarlo in un competitor sia per gli hotel, come abbiamo analizzato in questo articolo, sia per portali di viaggi ben più grandi ed affermati.

Uno dei motivi che rendono Airbnb molto più interessante all’occhio di affittacamere e Bed & Breakfast è soprattutto la commissione: Airbnb infatti richiede una commissione del 3%, quindi significativamente più bassa rispetto alle commissioni imposte da altri portali, che possono oscillare dal 15% al 25%.

Oltre all’entità della commissione, ciò che rende Airbnb molto più appetibile rispetto ad altri portali di viaggi è soprattutto la sua capacità di favorire un’elevata fidelizzazione del cliente grazie al suo sistema di verifica e alla mentalità ispirata alla “sharing economy”, sempre più diffusa questi ultimi anni: “Airbnb si è pubblicizzato come un movimento e ha trovato per questo un posto sicuro in cui crescereha dichiarato l’analista.

Successo di Airbnb: un fattore di soddisfazione

Ciò che può aver aiutato a Airbnb a stabilire un rapporto privilegiato basato sulla fidelizzazione può essere ricondotto soprattutto alla soddisfazione dei clienti che, come emerso da una ricerca condotta dallo stesso analista, si sono definiti “molto soddisfatti” nel 73% dei casi, con una percentuale molto più alta di soddisfazione rispetto a Booking.com e Hotels.com, fermi rispettivamente al 50% e 54%.

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Le ricerche di Airbnb sono aumentate significativamente sui motori di ricerca

Altro dato interessante riguarda le abitudini e le caratteristiche degli utenti di Airbnb rispetto agli altri portali. In base alle statistiche sembra infatti che gli utenti di Airbnb viaggino di più rispetto alle altre agenzie di viaggio, facciano più attenzione ai prezzi e siano in media più giovani. Più di un terzo, infatti, ha un’età inferiore ai 30 anni, rispetto invece al 16% delle altre agenzie.

Proprio la soddisfazione dei clienti, unita alla mentalità basata sulla “sharing economy”, ha portato il numero di alloggi offerti su Airbnb da 30.000 a 1.2 milioni in tutto il mondo in pochi anni. Naturalmente è ancora presto per dire quale sarà l’impatto di Airbnb sul settore turistico alberghiero e delle OTA, ma sembra che questo servizio possa essere considerato più una minaccia nel lungo periodo che a breve termine.

Da tempo si parla della possibilità che Airbnb possa scegliere di aprire le proprie porte agli hotel, ma si tratta di una piccola rivoluzione che potrebbe danneggiare l’immagine di ospitalità costruita nel tempo dal portale.

Quello che è certo è che sarà importante tenere gli occhi aperti per non trovarsi impreparati.

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Pubblicato il: 22 luglio 2015

Filed Under: Airbnb, Approfondimento, Booking.com, Expedia, OTA, Portali di viaggi

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