Airbnb & Co, si salvi chi può!

Affittare una casa ai turisti senza alcuna autorizzazione, senza rispettare i requisiti imposti dalla legge, senza dichiararne i guadagni al fisco e senza versare la tassa di soggiorno é una pratica sempre più diffusa nella Capitale.

Adesso però agli abusivi cominciano ad arrivare i primi conti e sono salatissimi!

LA PACCHIA É FINITA

L’ondata di verbali a quattro cifre che negli ultimi giorni ha colpito 900 B&B e case vacanze abusive che esercitano illegalmente l’attività ricettiva a Roma, ha assestato un duro colpo ai portafogli di centinaia di improvvisati albergatori.

LA LEGGE PARLA CHIARO

L’ignoranza delle leggi e dei regolamenti di questi aspiranti Rocco Forte, unita alle spesso ambigue campagne pubblicitarie di siti come Airbnb, Wimdu e da qualche tempo Tripadvisor, ha fatto credere a molti che fosse lecito affittare da un giorno all’altro un’abitazione a scopi turistici semplicemente pubblicandola su questi portali ma purtroppo non è così e i reati commessi sono moltissimi, alcuni anche penali.

HANNO APERTO GLI OCCHI

La portata del fenomeno sembra finalmente essere stata compresa dalle istituzioni che colpevolmente l’avevano sottovalutata per troppi anni, arrecando un grave danno alle casse dello stato, a quelle del comune e soprattutto ai tanti lavoratori delle aziende regolari.

É SOLO L’INIZIO

Il neo vicesindaco di Roma Marco Causi ha recentemente dichiarato che a breve partirà, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, un ancora più massiccio piano di controlli che attraverso sanzioni pesantissime, prevede il recupero di circa € 30.000.000 entro la fine del 2015.

È proprio il caso di dire SI SALVI CHI PUÒ!

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Pubblicato il: 2 Settembre 2015

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