Booking: vietato lo spot sulla cancellazione gratuita

Dopo il Regno Unito anche in Italia è stato giudicato ingannevole uno degli spot televisivi di Booking relativo alla possibilità di cancellare gratuitamente gran parte delle prenotazioni. 

Con l’ingiunzione n°18 del 2018 dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria diventa obbligatorio il blocco dello spot pubblicitario, ai sensi del codice dell’Auto disciplina della Comunicazione. Lo spot induce all’errore il pubblico in merito alla possibilità di cancellare la propria prenotazione in modo completamente gratuito.

Ad avviso del Comitato, il messaggio induce in errore il pubblico in merito alla vantata gratuità della possibilità di cancellare la propria prenotazione. Il sito consente di effettuare una prenotazione offrendo infatti nella maggior parte dei casi diverse opzioni per la medesima camera, compresa quella che consente di cancellare gratuitamente la prenotazione entro il limite temporale stabilito. Tuttavia tale opzione implica sempre un costo superiore della camera rispetto a quello della stessa che non prevede alcun rimborso. Di conseguenza, se il consumatore sceglie l’opzione con la possibilità di cancellare la prenotazione, seppure l’eventuale cancellazione avverrà in effetti senza costi a suo carico, egli ha comunque già pagato per quella opzione in sede di prenotazione. La possibilità di cancellare la prenotazione non risulta pertanto gratuita come il messaggio pubblicitario lascia invece intendere.

Alessandro Nucara, direttore generale di Federlaberghi, evidenzia nelle sue parole la facilità con la quale durante la consultazione di qualunque portale di prenotazioni online venga messo in risalto il costo inferiore delle camere con prenotazione non cancellabile, a differenza di quelle che permettono la cancellazione gratuita della prenotazione.

Lo spot lascia intendere che si possa cancellare una prenotazione senza costi ma le camere che prevedono questa opzione costano sempre di più. Cosi facendo viene associato un valore alla cancellazione che quindi non può essere quantificata come gratuita. Al centro di tutto il claim:“se devi cancellare nessun problema: è quasi sempre gratis. E puoi sempre riprenotare”.

Nucara spiega che “questa differenza di prezzo è normale e compensa, anche se in minima parte, gli oneri che l’impresa sostiene in merito alla gestione delle disdette e il danno che si genera nel caso in cui la camera rimanga invenduta. Ma le condizioni devono essere trasparenti e affermare che la cancellazione è gratuita è una frottola.

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Pubblicato il: 9 marzo 2018

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