Airbnb spaventa più le OTA che gli hotel

Pur essendo cresciuto esponenzialmente in pochissimi anni, Airbnb è da molti considerata una minaccia per le strutture ricettive tradizionali, ma una recente analisi di Morgan Stanley suggerisce la possibilità che Airbnb debba essere considerato principalmente un pericolo per le OTA.

In base alla ricerca condotta da Brian Nowak di Morgan Stanley (e pubblicata su Skift) su una base di 4.000 viaggiatori sembra che Airbnb sia un reale pericolo per le OTA, come evidenziato in tre punti chiave:

1. Airbnb è attrezzato più per i viaggiatori leisure che business

Morgan Stanely ritiene che Airbnb venga ancora utilizzato principalmente per viaggi di tipo leisure, mettendo Airbnb in concorrenza più che le OTA che con gli hotel, che ricevono gran parte delel prenotazioni di viaggiatori business. Secondo i dati estratti dai risultati, soltanto il 42% dei clienti Aribnb evitano gli hotel tradizionali e gran parte degli ospiti del portale soggiornano una media di 3/5 notti.

2. Airbnb attira anche clienti da categorie extra-alberghiere

Ad utilizzare Airbnb non sarebbero soltanto clienti alberghieri, ma anche ospiti provenienti da Bed & Breakfast (36%), mentre il 31% si affida ad Airbnb invece di soggiornare presso amici o parenti. Ecco allora una breve grafica che mostra le tipologie di alloggi sostituiti da Airbnb.

3. La cannibalizzazione della domanda alberghiera danneggia più le OTA che gli hotel

Nel caso Airbnb iniziasse realmente a ridurre la domanda alberghiera, secondo l’analisi di Morgan Stanley gli hotel inizierebbero a lavorare direttamente con l’azienda di San Francisco, danneggiando più le OTA che le strutture ricettive stesse. Questo perché esiste una differenza sostanziosa tra le commissioni richieste da Airbnb e quelle delle OTA. Portali come Booking.com e Expedia chiedono agli hotel tra il 12 e il 18%, mentre Airbnb richiede il solo pagamento del 3% (più un 13% richiesto al cliente).

Pur aumentando la commissione per gli hotel, Airbnb rappresenterebbe comunque una soluzione più economica per gli alberghi.

Una “alleanza” tra Airbnb e gli hotel, anche se la commissione dovesse triplicare la percentuale standard, porterebbe ad una riduzione del costo di acquisizione medio per cliente, permettendo agli hotel di contrastare le OTA con più efficacia.

Airbnb diventerà un nuovo canale di distribuzione per gli hotel?

Come suggerito in una recente analisi basata su un articolo di Del Ros di Skift, Airbnb potrebbe seriamente diventare un nuovo canale di distribuzione per gli hotel. In base alle sue previsioni infatti gli hotel indipendenti interessati a fonti di traffico più economiche (in alternativa ai costi elevati delle OTA) saranno i primi ad entrare in Airbnb, seguiti successivamente da catene alberghiere più importanti.

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Pubblicato il: 28 dicembre 2015

Filed Under: Approfondimento, OTA

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